Uno dei due poliziotti uccisi questo pomeriggio a Trieste è Matteo Demenego: 31 anni, originario di Velletri, era stato trasferito a Trieste nel 2013 per lavorare nella Polizia di Stato. È morto insieme al collega Pierluigi Rotta, di 34 anni: entrambi erano in servizio presso  l'Upgsp e sono deceduti dopo vari e disperati tentativi di rianimazione. Matteo Demenego era un agente semplice ed era diventato poliziotto con il 186/o corso allievi agenti. Aveva festeggiato il compleanno solo domenica scorsa, insieme a tutti i suoi amici: nessuno aveva immaginato che potesse succedere una cosa così terribile solo qualche giorno dopo.

Ucciso l'agente Matteo Demenego: a Trieste il suo primo incarico

Matteo Demenego era nato a Roma il 27 settembre 1988. Arruolato il 28 dicembre 2012, aveva frequentato il 186esimo corso di formazione presso la scuola allievi agenti di Vibo Valentia. L'assegnazione a Trieste era arrivata il 29 settembre 2013. Da allora era in servizio presso l'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico.

I due poliziotti sono stati uccisi nel corso di una sparatoria avvenuta all'interno della Questura di Trieste intorno alle 16.45: a colpirli, un giovane di 29 anni che era stato fermato insieme al fratello perché sospettato di aver rubato uno scooter nelle prime ore del mattino. Si tratta di due cittadini domenicani: Alejandro Augusto Stephan Meran, di 29 anni, affetto da turbe psichiche, e il fratello Carlysle Stephan Meran, 32enne. Entrambi sono titolari di permesso di soggiorno per motivi di famiglia.

Poliziotti uccisi a Trieste, il cordoglio di Nicola Zingaretti

"Dolore per la tragica morte di due poliziotti a #Trieste. Un pensiero alle loro famiglie, alla Polizia e a tutte le donne e gli uomini delle forze dell'ordine che con il loro lavoro combattono il crimine e rendono le nostre vite più sicure". Sono queste le parole del presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, con le quali ha voluto ricordare – in un messaggio su Twitter – i due poliziotti uccisi qualche ora fa.

Poliziotti uccisi a Trieste, la dinamica della sparatoria

Non è ancora molto chiara la dinamica della sparatoria. Secondo le prime informazioni i due fratelli che poi hanno aggredito gli agenti sono stati portati in Questura dal personale delle Volanti perché ritenuti responsabili della rapina di uno scooter. "Per motivi in fase di accertamento – si legge in una nota della Questura – uno dei due ha distolto l'attenzione degli agenti ed ha esploso a bruciapelo più colpi verso di loro. Entrambi hanno tentato di fuggire dalla Questura, ma sono stati fermati".

Il vescovo di Trieste: città sbigottita e indignata

"Il tragico evento che, con esiti drammatici, ha colpito questo pomeriggio due giovani agenti della questura di Trieste provocandone la morte, lascia la città sbigottita e indignata": sono queste le parole di cordoglio della diocesi di Trieste. Il vescovo Giampaolo Crepaldi e la Chiesa triestina assicurano la loro "fervida preghiera al Signore per le vittime che hanno perso la vita mentre stavano svolgendo, con dedizione e generosità, il loro dovere al servizio del bene di tutti" ed esprimono "la più viva vicinanza alle loro famiglie private dei loro affetti più cari, assicurando al questore e ai loro colleghi la più sentita solidarietà".