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Esercitavano la professione ma di fatto non erano iscritti all'albo. A finire nei guai ben ventitré infermieri, che non erano in possesso dei requisiti necessari come previsto dall'articolo 8 del D.Lgs. C.P.S. 13 settembre 1946 n. 233. Come si legge nella deliberazione 31 pubblicata su portale dell'Umberto I il provvedimento di "sospensione cautelare dal servizio" è stato preso a seguito di indagini svolte dall'azienda ospedaliera, in collaborazione con l’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Roma. Si tratta nello specifico di professionisti che lavoravano da anni nella struttura, che quotidianamente si occupavano dei pazienti, somministrandogli terapie. I ventitré infermieri sono stati sospesi "con effetto immediato" sia dal lavoro che dal trattamento economico, inoltre, potrebbero incorrere in conseguenze di carattere disciplinare e rischiare anche di essere accusati di "esercizio abusivo della professione infermieristica" ed essere licenziati.

Sospesi ventitré infermieri del l'Umberto I non iscritti all'albo

L’azienda ospedaliera ha recentemente richiesto ufficialmente all’Ordine delle Professioni Infermieristiche di accertare l’effettiva iscrizione dei dipendenti con profilo di infermiere. Gli elenchi sono stati trasmessi all'Umberto I sia a dicembre 2018 che nel luglio scorso. Com'è scritto nero su bianco nel documento, l'azienda ospedaliera ha informato con diverse comunicazioni i dipendenti non iscritti all'albo, ribadendone l'obbligo fino al 4 ottobre 2019 e chiedendo che si adoperassero per la regolarizzazione. Ma ad oggi ventitré dipendenti risultano ancora inadempienti.