Pensionato massacrato da un 24enne: “Ero gonfio d’alcol, ora ho un morto sulla coscienza”

"Ero gonfio d'alcol, ora ho un morto sulla coscienza. Non volevo uccidere nessuno", continua a dire il lacrime Daniel ai genitori e agli investigatori. In seguito alla morte del pensionato Pierino Franchi dopo sedici giorni di agonia, il 24enne è indagato anche per omicidio. "Al telefono singhiozzava. E' distrutto, non immaginava mai di dover rispondere di un reato così grave. Non è un assassino. Ne ha commessi di errori, questo sì, ma non è un mostro", raccontano i genitori del ragazzo al Messaggero. Lo scorso 22 ottobre Daniel era insieme alla fidanzata in via Gino Cervi. Franchi, che soffriva di insonnia, era uscito nel cuore della notte per fare una passeggiata. Secondo quanto ricostruito dal gip, Daniel "ha picchiato con furia la vittima, colpendola ripetutamente con violenti pugni al volto e alla testa, anche quando la persona offesa era riversa a terra. Perseverando in questa condotta per un tempo straordinariamente lungo, un'ora". Il ragazzo è stato rinchiuso nel carcere di Regina Coeli in attesa di essere processato.
"Siamo distrutti, siamo gente perbene noi. Oramai passiamo per assassini. Una cosa, però, vorrei che fosse chiara: chiediamo perdono ai familiari del signor Franchi, la morte non si augura a nessuno, ma temiamo anche per l'incolumità fisica di nostro figlio. Secondo il codice dei carcerati, bambini, donne e anziani non si toccano, ma Daniel è stato trasferito nella sezione dei pedofili e degli stupratori. La sera del 22 ottobre avevamo cenato insieme, sembrava tranquillo. Poi, dopo essersi sentito con la fidanzata, è uscito e non è più tornato", raccontano ancora i genitori del ragazzo al Messaggero.
