Ha alzato un polverone la notizia dell'abbattimento programmato di 350 daini all'interno del Parco Nazionale del Circeo in tre anni, per equilibrarne la popolazione. Gli animali, che sarebbero stati destinati al macello, ora potranno invece essere dati in adozione. È questa la proposta del sindaco di San Felice Circeo Giuseppe Schiboni che, pur non cedendo sulla bontà del provvedimento e sull'esagerazione con cui è stata veicolata l'informazione, a fronte delle proteste ha invitato le autorità competenti a trovare un'alternativa magari pensando all'adozione degli animali da parte di altri parchi o di privati che ne hanno la disponibilità. Ma trovare chi si farà carico degli animali potrebbe essere tutt'altro che semplice, e serve che la proposta venga approvata e resa possibile dall'ente parco, ma intanto la proposta del primo cittadino rappresenta una prima vittoria degli animalisti e delle associazioni che hanno fatto sentire la propria voce negli scorsi giorni.

"Parlare di mattanza o sterminio dei daini è sicuramente più efficace per smuovere le coscienze e fare breccia nell'opinione pubblica, specie in un contesto ambientale dove l'uso delle parole deve essere sempre improntato all'equilibrio e soprattutto al rispetto di un sistema che va difeso per le sue infinite ricadute che il parco genera sulle comunità. – ha spiegato il sindaco – Il piano avviato di contenimento della specie dei daini – prosegue Schiboni – porta la firma di una autorevole società e soprattutto ha avuto il parere positivo del Ministero dell'Ambiente, della Regione Lazio e dell'Ispra proprio a sottolinearne la piena efficacia ed operatività. Sono convinto che il Parco adotterà le azioni più efficaci per arrivare anche a delocalizzare gli animali attraverso l'adozione di privati, aziende agricole e agrituristiche che ne potrebbero far richiesta, proprio per contenere la specie nel parco stesso e per evitarne l'abbattimento".