A un anno di distanza dall'omicidio di Pamela Mastropietro, familiari e amici si sono ritrovati a Piazza Re di Roma per ricordare la giovane nel quartiere dove è vissuta. Un'iniziativa voluta dalla mamma Alessandra, che ha istallato una siepe a forma di cuore intorno alla targa posta sulla piazza della capitale in sua memoria. Palloncini, fiori, candele e le canzoni preferite di Pamela per ricordarla. "Eravamo molto legate, stavamo sempre insieme tutti i pomeriggi, ci aiutavamo anche a studiare. Abbiamo fatto danza classica insieme, la maestra mi ricordo ci cacciava sempre perché facevamo sempre casino io e lei", racconta un'amica. "Nonostante sia passato un anno vogliamo continuare a ricordarla per quello che era in verità – aggiunge un'altra ragazza visibilmente commossa – Lei si merita di essere libera perché è ancora bloccata, perché ancora non si sa niente. Merita di stare in pace per sempre".

"Alessandra (la mamma di Pamela ndr) ha espresso un desiderio, quello di tracciare attorno all'albero piantato in suo ricordo due simboli importanti: un cuore e un cerchio. – spiega Maricetta Tirrito, presidente dell'associazione Laboratorio Una Donna – Così noi questa mattina abbiamo voluto donare queste aiuole che terremo vive per sempre". "Era una persona come tante ma era una persona speciale per noi. Stamattina sono venuto perché sentivo la sua mancanza, c'é quel vuoto che lei riempiva. Una persona che chiamavi tutti giorni dopo non poterla più chiamare è più pesante ancora. Siamo sinceri, perché essere qua stamattina per me vuol dire essere ancora con lei", racconta invece un ragazzo.

La morte di Pamela Mastopietro

Era il 31 gennaio del 2018 quando il corpo della 18enne romana, fuggita dalla comunità di recupero dove era ospite, fu ritrovato smembrato all'interno di diversi trolley nella campagna di Macerata. Un omicidio brutale che ha impressionato moltissimo l'opinione pubblica, segnando il clima dell'intero Paese per settimane. Per la morte della ragazza è stato arrestato il 29enne nigeriano Innocent Oseghale, un pusher noto nell'ambiente dello spaccio a Macerata, che ha ammesso di averla smembrata nel tentativo di occultare il cadavere, ma che rifiuta ogni addebito per quanto riguarda l'accusa di omicidio: secondo l'uomo la ragazza, arrivata a casa per acquistare stupefacenti sarebbe morta di overdose.