Le spiagge libere a Ostia non sono per tutti: mancano gli accessi e i servizi per le persone disabili. Le telecamere di Fanpage sono andate sul litorale di Roma per verificare la situazione in cui versano le spiagge libere, dopo l'inizio della stagione balneare, come ad esempio l'Ex Amanusa, sul lungomare Vespucci, dove l'accesso ai disabili non esiste a meno che non si vada in uno stabilimento attrezzato. La bella stagione è arrivata e l'estete 2019 è alle porte, inizierà ufficialmente a partire dal prossimo venerdì 21 giugno, portando con sé aria bollente proveniente dall'Africa. Quale occasione migliore per godersi il mare, senza allontanarsi troppo dalla Capitale? Il litorale specialmente nel fine settimana, è preso d'assalto da romani e turisti, ma non da tutti. E mentre i normodotati possono scegliere se optare per uno stabilimento privato o per una spiaggia libera, i disabili purtroppo non possono farlo, a causa delle barriere architettoniche.

Le spiagge libere a Ostia hanno barriere architettoniche

Come ha raccontato un assistente bagnante che presta servizio in spiaggia, il problema non riguarda solo gli accessi ma anche "passerelle completamente mancanti o distrutte, con chiodi scoperti, travi storte, assenza di assistenza e servizi sanitari ad hoc, ma anche degrado e stato di abbandono". Le spiagge libere di Ostia si presentano una realtà di barriere architettoniche che rende impossibile l'accesso a una persona con disabilità e difficoltoso a una mamma con una carrozzina. Questo, a causa di un'"assenza di manutenzione di diversi anni", spiega un residente, presente in spiaggia. Inoltre, accanto alla spiaggia c'è una struttura, un ex infermeria, abbandonata in totale stato di noncuranza, circondata da rifiuti, e occupata abusivamente.

Articolo a cura di Simona Berterame e Alessia Rabbai