Tragedia a Ostia nella tarda mattinata di domenica 18 agosto. Intorno alle 13.40 un uomo di 50 anni si è sentito male mentre stava facendo il bagno in acqua, in un punto poco profondo e poco lontano dalla riva. Immediato l'intervento dei bagnini, che lo hanno recuperato e portato immediatamente sulla spiaggia: quando si sono accorti che stava avendo un attacco cardiaco, hanno iniziato subito il massaggio e chiamato il 118 per farlo portare in ospedale vista la gravità della situazione. Qualche minuto dopo però, è apparso subito chiaro che quest'operazione da sola non bastava, e che bisognava usare un defibrillatore. Purtroppo, nella spiaggia libera in corrispondenza di piazza Scipione l'Africano, non c'era. I bagnini sono corsi a controllare anche nel vicino stabilimento, ma pure lì non ce l'avevano.

Bagnate muore a Ostia per un malore, inutili soccorsi del 118

I bagnini hanno continuato a provare a tenere in vita il 50enne, la cui condizione si è aggravata in pochissimo tempo. Purtroppo l'uomo è morto prima dell'arrivo dell'ambulanza del 118 e gli operatori sanitari non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. La salma è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria per l'esame autoptico: si vuole infatti capire se l'uomo, con l'ausilio di un defibrillatore, si sarebbe potuto salvare o meno. Non è detto che la sua sorte sarebbe stata diversa, ma gli inquirenti vogliono fugare ogni dubbio. Al contrario di quello che si potrebbe pensare, i defibrillatori non sono obbligatori nei luoghi pubblici, ma auspicabili. Gran parte delle spiagge ne è dotata: non quella dove si trovava il povero bagnante, deceduto poco prima delle 14 il 18 agosto.