Il luogotenente Roberto Izzo va al contrattacco e denuncia Davide Vannicola. Ennesimo colpo di scena sull'inchiesta bis di Civitavecchia legata al caso sulla morte di Marco Vannini. Come si legge sulle colonne de ‘Il Messaggero' del 28 luglio, Izzo avrebbe denunciato per calunnia nei sui confronti il supertestimone. L'ex comandante dei carabinieri di Ladispoli in servizio la sera in cui morì il giovane Marco, è stato indagato dalla Procura per favoreggiamento e falsa testimonianza. L'inchiesta è partita dopo le rivelazioni fatte dall'artigiano di Tolfa Davide Vannicola al programma televisivo ‘Le Iene'. Il maresciallo infatti, secondo il racconto di Vannicola, non solo sapeva che a sparare non era stato Antonio Ciontoli, bensì il figlio Federico, ma sarebbe stato proprio lui a suggerire al capofamiglia di prendersi la colpa. A quasi due mesi dall'interrogatorio avvenuto in Procura, Izzo è passato alle vie formali denunciando Vannicola. "Per noi è una calunnia a tutti gli effetti è questa è la risposta chiara e netta che abbiamo voluto dare insieme al mio assistito – ha spiegato Rossana Lania, legale di Roberto Izzo-  la Procura ora valuterà parallelamente i due filoni dell'inchiesta".

La risposta di Vannicola

Non si è fatta attendere la risposta di Davide Vannicola, che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook "Il Pioniere" la delega firmata proprio da Izzo, in cui autorizzava Vannicola a firmare e a ricevere la sua posta. "Da parte dell'ex grande amico Roberto Izzo – scrive come descrizione del post l'artigiano di Tolfa – Ero autorizzato ad aprire qualsiasi documento e gli dovevo leggere il contenuto. Con tanto di timbro della caserma dei carabinieri di Ladispoli. E mo' basta no!".