Marco Vannini e Martina Ciontoli
in foto: Marco Vannini e Martina Ciontoli

"Mi è stato riferito del proiettile dal comandante Izzo nella caserma dei carabinieri di Ladispoli, perché volevo sapere il motivo per il quale Marco era morto". A parlare Martina, l'ex fidanzata di Marco Vannini, il ventenne ucciso da un colpo di pistola sparato per sbaglio da Antonio Ciontoli, nella casa dei genitori di lei a Ladispoli, sul litorale nord della provincia di Roma. Ieri sera ‘Un giorno in Pretura' condotto da Roberta Petrelluzzi ha ripercorso il caso Vannini, a partire dalla tragica notte del tra il 17 e il 18 maggio 2015 fino ad oggi, proponendo i filmati delle deposizioni delle diverse parti durante il processo. Uno dei dubbi dell'accusa emerge dalle incongruenza tra la dichiarazione di Martina e dell'ex comandante della caserma dei carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo. Martina ha spiegato di non essersi accorta in bagno di segni particolari o ferite sul corpo di Marco ma di aver visto sul fidanzato come una scottatura solo in camera da letto, in un secondo momento. Ma in sede d'intercettazione in caserma, rivolgendosi a suo fratello Federico e alla fidanzata Viola Giorgini, ha detto: "Qua sotto – indicando l'ascella sinistra – c'aveva il proiettile".

Martina Ciontoli: "Il comandante Izzo mi ha detto del proiettile"

Il pubblico ministero ha chiesto a Martina come fosse venuta a conoscenza del percorso del proiettile presente all'interno del corpo di Marco, Martina ha dichiarato: "Il comandante Izzo mi ha detto che il proiettile aveva attraversato il cuore e il polmone di Marco e che si era poi fermato nello spazio intercostale al lato opposto". Un versione che non concorderebbe però con quella di Izzo. Alla domanda della pm che ha chiesto all'ex comandante della caserma di Ladispoli se la notte dei fatti avesse comunicato a Martina Ciontoli lo stato in cui si trovava la salma del ventenne, la posizione dell'ogiva o la presenza di ferite, Izzo ha risposto: "Assolutamente no, non erano cose che sapevo".

Il comandante Izzo ai carabinieri: "Nessun rapporto con la famiglia Ciontoli"

Roberto Izzo, ex comandante dei carabinieri di Ladispoli ha rilasciato la sua deposizione su quanto accaduto la notte dei tragici fatti. "Mentre ero a casa verso l'una e quindici ho ricevuto una telefonata, era Antonio Ciontoli che mi ha detto: ‘Robbe, corri che è successa una cosa tragica' e mi sono recato al Pit di Ladispoli. Ho trovato il ragazzo sulla barella che stava per essere condotto all'elicottero. Ho invitato tutta la famiglia Ciontoli a recarsi in caserma" ha detto. "Dopo circa mezz'ora mi è stato comunicato che il ragazzo era morto. Mi trovavo in quel momento insieme alla famiglia Ciontoli e gli ho comunicato che Marco era deceduto". Nessun riferimento invece a una spiegazione relativa allo stato della salma o alla traiettoria del proiettile, come invece ha dichiarato Martina. Un dettaglio sul quale ha provato a chiedere chiarimenti l'accusa per far luce su come facesse Martina a sapere che il proiettile aveva attraversato cuore e polmoni se questo è risultato solo a seguito dell autopsia. "Dopodiché mi sono recato al Pit e non ho più avuto assolutamente nessun tipo di rapporto con la famiglia Ciontoli" ha concluso.