La procura di Civitavecchia oggi ha ascoltato Davide Vannicola, in veste di persona informata sui fatti relativamente all'omicidio di Marco Vannini. Il tolfetano, titolare di una pelletteria che produce borse, si è recato in tribunale alle ore 11.30 di questa mattina, martedì 28 maggio, davanti al procuratore Roberto Savelli. Fuori, ad attenderlo, il suo avvocato Antonio Chiocca. Circa tre ore di colloquio, durante le quali Vannicola ha confermato ciò di cui sarebbe venuto a conoscenza, a seguito di alcune presunte confidenze fatte dall'ex comandante della caserma dei carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo. Vannicola l'8 maggio scorso, poco dopo aver reso pubbliche le proprie dichiarazioni, ha presentato un esposto di venti pagine al Tribunale di Perugia, città dove sono destinati i procedimenti nei confronti dei magistrati della Corte d'Appello di Roma, che riguarda circostanze da lui subite. Esposto rispetto al quale il suo legale, contattato da Fanpage, non è entrato nel merito: "Manteniamo la massima riservatezza, la procura valuterà il da farsi, se fare accertamenti o nuove investigazioni". Nel frattempo, l'ex comandante della caserma dei carabinieri di Ladispoli si sarebbe trincerato nel silenzio dopo le sue confessioni."Izzo non mi ha più cercato, è sparito" ha detto Vannicola, che ha preferito non aggiungere altro sull'incontro con il procuratore.

Vannicola: "A sparare non è stato Antonio ma Federico Ciontoli"

Secondo quanto riportato dalla trasmissione televisiva ‘Le Iene', Vannicola ha raccontato che Izzo avrebbe ricevuto una telefonata da Antonio Ciontoli la notte in cui accaddero i tragici fatti che sconvolsero non solo Ladispoli ma anche tutta Italia. Le tragiche ore in cui Marco Vannini, ferito nella tarda serata del 17 maggio 2015, è poi deceduto durante la notte del 18 maggio, alcune ore dopo. Ciontoli lo avrebbe chiamato ancora prima di allertare i soccorsi, poco dopo lo sparo, mentre il ventenne di Cerveteri era agonizzante nella villetta in cui abitava insieme alla sua famiglia. Izzo avrebbe raccontato a Vannicola, suo amico, che Antonio Ciontoli lo avrebbe chiamato dicendogli che la sua famiglia aveva appena combinato "un guaio". Inoltre, ciò che ha destato attenzione da parte dei media, è stata una sua dichiarazione, che gli avrebbe sempre confessato Izzo, secondo la quale a far partire il colpo di pistola che ha ferito Marco Vannini uccidendolo non sarebbe stato il padre Antonio, ma il figlio Federico.