Omicidio Torvaianica, 19enne strangola la suocera del padre: “L’ho uccisa, dovevo farlo”

"L'ho uccisa io, sentivo che dovevo farlo" sono le parole di Cristian Guerra, il diciannovenne arrestato per l'omicidio di Rosa Nasoni, la suocera del padre, nella villetta in via dei Gemelli a Torvaianica, frazione di Pomezia. Il giovane, dopo aver confessato il delitto, è stato condotto nel carcere di Velletri. Agli inquirenti che lavorano sul caso per risalire al movente ha raccontato: "Non so perché l'ho fatto, qualcuno me lo ha detto". Una vicenda drammatica sulla quale indagano i carabinieri di Pomezia, diretti dal capitano Luca Ciravegna e coordinati dalla Procura. Sono stati i militari stessi ad intervenire nella mattinata di ieri all'interno dell'abitazione nel quartiere Martin Pescatore, a seguito della tragica telefonata del capofamiglia.
L'omicidio a Torvaianica
I fatti risalgono alla mattinata di ieri, giovedì 12 dicembre. Secondo le informazioni apprese, il diciannovenne, nullafacente, abitava nella villetta di Torvaianica insieme al padre cinquantanovenne, alla compagna cinquantaquattrenne e sua madre, una donna di settantasei anni con la quale il giovane condivideva la camera da letto. A scoprire il delitto è stato proprio il padre del ragazzo. Ieri mattina, come ogni giorno, si era svegliato per andare al lavoro e, prima di uscire di casa, si era recato della stanza del figlio per salutarlo. Ma aperta la porta della camera da letto, è apparsa davanti ai suoi occhi una terribile scena: Cristian era seduto sul letto, accanto a lui c'era il corpo senza vita della donna. L'uomo ha immediatamente capito che era successo qualcosa di irreparabile, il giovane infatti aveva i vestiti sporchi di sangue.
Il diciannovenne ha picchiato e strangolato l'anziana
Dai rilievi scientifici e dai primi accertamenti svolti dal medico legale è emerso che l'anziana presentava una ferita sull'occhio e segni di violenza. Secondo una prima ricostruzione del delitto il ragazzo avrebbe picchiato l'anziana, prendendola violentemente a pugni, per poi strangolarla. Terminati gli accertamenti, la salma è stata trasferita in obitorio, a disposizione dell'Autorità Giudiziaria.