Mirella Iezzi, la nonna di Andea Landolfi è stata aggredita e presa a spintoni da due donne a bordo di un autobus. "Proteggi tuo nipote che ha ucciso la fidanzata, te la faremo pagare. Sei complice di un assassino". Sono le minacce rivolte all'anziana riferite all'accusa di omicidio pendente nei confronti del nipote trentenne, in carcere dallo scorso settembre, presunto responsabile di aver ucciso Maria Sestina Arcuri lanciandola dalle scale nella casa di via Papirio Serangeli a Ronciglione. Ora le forze dell'ordine ascolteranno i passeggeri presenti al momento dell'aggressione, per cercare di risalire all'identità delle due donne e capire il motivo del loro gesto.

Mirella Iezzi indagata

Mirella Iezzi è l'unica testimone di quanto accaduto la notte tra il 3 e 4 febbraio 2019, oltre al figlio minorenne di Landolfi, prima che Sestina è stata soccorsa e trasportata con urgenza all'ospedale Belcolle di Viterbo, dov'è morta due giorni dopo. Nonna Mirella ha raccontato agli inquirenti che indagano sul caso la sua versione dei fatti: di aver visto Andrea e Sestina rotolare insieme giù dalle scale. Ma le sue dichiarazioni, che supportano quelle di Landolfi, non hanno convinto il Tribunale del Riesame, secondo il quale la donna "mente su tutta la linea" e avrebbe coperto il nipote, senza chiamare i soccorsi per la ragazza.

"Nessun rotolamento, Sestina è stata lanciata"

Una dinamica dei fatti quella del rotolamento che risulta contrastante rispetto alle risultanze medico-legali che spiegano come i traumi alla testa di Sestina rivelati in sede di autopsia "siano riconducibili a una caduta dall'alto senza difese". Al momento Mirella Iezzi è indagata per omissione di soccorso e falso in dichiarazioni al pubblico ministero e abbandono di persona incapace, per essere uscita di casa la notte dell'accaduto, lasciando il bambino insieme al padre.