"Ora siamo sulla soglia di un possibile processo. Siamo arrivati a buon punto". Lo ha detto l'avvocato Dario De Santis, avvocato del padre di Serena Mollicone, la giovane uccisa nel 2001 ad Arce. "L'indagine è enorme, sono quasi quaranta faldoni e venti perizie. A diciotto anni dal brutale omicidio della ragazza, mercoledì prossimo si terrà l'udienza preliminare del caso davanti al gup di Cassino, che dovrà decidere se rinviare a giudizio il maresciallo Franco Mottola, la moglie Anna Maria, il figlio Marco e il maresciallo Vincenzo Quatrale. L'accusa è di concorso in omicidio, mentre Quatrale è accusato anche di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi. L'appuntato Suprano è indagato invece per favoreggiamento. Secondo la tesi sostenuta dall'accusa, Serena Mollicone sarebbe stata uccisa dentro la caserma di Arce, dopo essere andata a denunciare uno spaccio di droga che avveniva in paese. Il suo corpo è stato ritrovato tre giorni dopo l'omicidio in un boschetto all'Anitrella.

L'omicidio di Serena Mollicone: "Quasi 40 faldoni e 20 perizie"

Per due volte, nel 2010 e nel 2015, la Procura aveva chiesto l'archiviazione del caso, ma il padre di Serena e l'avvocato si sono sempre opposti. A distanza di diciott'anni, potrebbe esserci la svolta. "Abbiamo consulenze medico legali, biologiche, dattiloscopiche, entomologiche, su supporti informatici, di natura genetica, botanica, grafologica e merceologica, oltre a quella medico legale fondamentale della professoressa Cattaneo. Stiamo a quasi venti e questo è un elemento che credo possa colpire. La gran parte di questo enorme lavoro è successiva al 2015. In quell'anno la procura aveva chiesto l'archiviazione e analoga richiesta era stata fatta nel 2010. Sia nel 2010 che nel 2015 c'è stata la nostra opposizione, mia e del padre di Serena, con la richiesta di ulteriori indagini, richiesta che in entrambi i casi è stata accolta dal gip".