Il prossimo 13 novembre si terrà l'udienza preliminare per i cinque indagati per la morte di Serena Mollicone. La scelta della data da parte del gip, riportata oggi sul giornale locale CiociariaOggi, arriva dopo la richiesta di rinvio a giudizio pronunciata dagli inquirenti lo scorso 30 luglio. Concorso in omicidio è l'accusa a cui dovranno rispondere, secondo i pm della procura di Cassino, il maresciallo Franco Mottola, all'epoca comandante della stazione dei carabinieri di Arce, la moglie Anna Maira, il figlio Marco e il maresciallo Quatrale. L'appuntato Francesco Suprano è accusato invece di favoreggiamento.

L'omicidio di Serena Mollicone

Serena Mollicone è stata uccisa nel 2001 a 18 anni. Il suo corpo fu ritrovato nei boschi vicino Arce, Frosinone. Aveva le mani e i piedi legati, un sacchetto di plastica stretto al collo. Per anni le indagini non hanno portato a nessun risultato, ma recentemente, grazie a nuovi accertamenti dei reparti scientifici della procura, i magistrati hanno mostrato nuove prove sul fatto che Serena si trovasse all'interno della caserma dei carabinieri di Arce poco prima di morire. Là ebbe una discussione con Marco Mottola, accusato dalla ragazza di gestire un traffico di droga. Serena avrebbe sbattuto la testa con violenza contro una porta e così Mottola, con l'aiuto dei genitori e credendola morta, avrebbe portato il corpo nel bosco. Si sarebbe poi accorto che la ragazza in realtà era ancora viva e così le avrebbero infilato un sacchetto di plastica in testa per soffocarla. Nel 2008 si tolse la vita Santino Tuzi, un brigadiere dei carabinieri. Un gesto che secondo i pm fece per il fortissimo senso di colpa per aver coperto i suoi superiori.

Secondo i risultati di una recente superperizia sul corpo di Serena, sarebbero spariti alcuni organi prelevati nel corso della prima autopsia eseguita sul cadavere. Alcuni reperti, infatti, non ci sarebbero più e nello specifico parte dell'ano e gran parte degli organi genitali.