Serena Mollicone
in foto: Serena Mollicone

La Procura delle Repubblica di Cassino ha chiuso le indagini sull'omicidio di Serena Mollicone, notificando cinque avvisi ad altrettanti indagati. Si tratta in tutto di cinque persone, tra cui tre carabinieri. Sono l'ex maresciallo dell'Arma Franco Mottola, la moglie Annamaria e il figlio Marco. Il luogotenente Vincenzo Quatrale e il carabiniere Francesco Suprano sono a loro volta indagati, il primo per omicidio volontario, il secondo per favoreggiamento. Secondo quanto ricostruito dall'inchiesta, dopo un litigio con i Mottola, Serena fu colpita a morte all'interno della caserma dei carabinieri di Arce. Il delitto di Arce, avvenuto il 1 giugno del 2001, arriva così a una svolta dopo quasi vent'anni in cui i familiari di Serena non hanno mai smesso di cercare la verità e di chiedere allo Stato giustizia.

Le indagini

Gli investigatori hanno consegnato un'informativa al sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Maria Beatrice Siravo, facendo il punto delle indagini, ripartite da zero dopo i numerosi interrogativi emersi e il delitto rimasto impunito. Gli investigatori hanno ricominciato daccapo, raccogliendo e mettendo insieme gli elementi scientifici utili per fare chiarezza sul caso e accertare le responsabilità di coloro che la uccisero e ne nascosero il cadavere.

Omicidio di Serena Mollicone

Serena Mollicone è scomparsa nel 2001 da Arce, Comune in provincia di Frosinone. La giovane è uscita di casa il primo giugno, alle 8 è andata all’ospedale di isola Liri per fare un’ortopanoramica chiesta dal suo dentista ma non è rientrata e i familiari non hanno avuto più sue notizie. Il suo corpo senza vita è stato trovato due giorni dopo dai volontari della protezione civile nel bosco dell’Anitrella, in località Fonte Cupa, morta a 18 anni. Era legata con un gomito a un albero, con i piedi e le mani stretti da un filo di ferro e scotch e la testa chiusa in una busta di plastica.