Giovanni Princi che chiacchiera con Valerio Rispoli e Simone Piromalli. Le telecamere di sorveglianza del negozio di tatuaggi riprendono la scena: ancora non si sapeva che quelli sarebbero diventati gli istanti prima e dopo la morte di Luca Sacchi. A un certo punto la conversazione viene interrotta da qualcosa: un gruppo di ragazzi che stava passando in quel momento gira di scatto la testa, seguito da Princi, Rispoli e Piromalli. Subito Princi scatta verso il luogo degli spari, mentre Rispoli e Piromalli, in preda al panico, prima si allontanano, poi ritornano. Nel mentre, la strada è in fermento: decine di persone si trovano intono a Luca e Anastasiya. Il primo a terra, con una ferita d'arma da fuoco sulla testa. La seconda, china sul corpo del ragazzo, urla disperata chiedendo aiuto.

L'omicidio di Luca Sacchi raccontato dall'amico che era con lui

Nei video si vede l'auto guidata da Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, una Smart ForFour bianca, passare due volte in via Teodoro Mommsen e via Franco Bartolati, prima di fermarsi in doppia fila in via Mommsen. Il resto, è noto sin dai giorni successivi l'omicidio, con la stessa versione confermata da diversi testimoni. Prima Paolo Pirino ha preso a bastonate Anastasiya, facendola cadere in terra. Quando Luca ha provato a difenderla, spingendo via Pirino, è stato raggiunto da Valerio Del Grosso. "Aveva la mano distesa sul fianco destro e impugnava una pistola – ha raccontato Domenico Munoz agli inquirenti lo scorso 6 dicembre – Poi ha alzato il braccio disteso con l'arma in pugno e la puntava verso Luca, che nel frattempo si era chinato verso Anastasiya china per i colpi ricevuti. Dopo lo sparo Luca è caduto a terra e Anastasiya ha iniziato a gridare il suo nome, mentre lo sparatore e il ragazzo con la mazza (Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, N.d.R.) sono scappati verso la Smart.