"Il testimone riferisce esclusivamente proprie impressioni non indicando alcun elemento concreto da cui poter desumere un eventuale e presunto coinvolgimento di Luca Sacchi nella vicenda". Lo hanno dichiarato in una nota i legali della famiglia Sacchi in merito alle dichiarazioni di Domenico Munoz. Il 23enne ha spiegato agli inquirenti che anche Luca sarebbe stato coinvolto nello scambio di droga insieme a Giovanni Princi e Anastasiya Kylemnyk. "Questa è la terza dichiarazione diversa rilasciata dal sig. Munoz. Ciò che emerge, invece, in maniera inequivocabile, è che è stato lui a ritardare l’ingresso di Luca nel pub per via di una sigaretta, senza la quale il giovane Sacchi sarebbe entrato all’interno del locale e quasi certamente non si sarebbe imbattuto in Del Grosso. Nei giorni scorsi abbiamo convocato il signor Munoz per essere ascoltato mediante indagini difensive, ma egli ha preferito non presentarsi senza addurre alcuna giustificazione".

Omicidio Sacchi, l'amico: "Luca e Anastasiya coinvolti in affari poco leciti"

Domenico Munoz è il primo, nel gruppo degli amici di Luca Sacchi, ad ammettere la compravendita di droga finita male. Dopo essere stato sentito diverse volte dai carabinieri e non aver mai smentito Anastasiya, ha raccontato di aver notato che Luca e la ragazza stavano facendo qualcosa di poco lecito, ma di non aver nulla a che vedere con l'acquisto dello stupefacente. "La sera dell'aggressione ho percepito che Luca, Anastasia, Giovanni Princi e le persone notate in via Latina stavano facendo qualcosa di poco lecito e, come da mia abitudine, ho preferito farmi i fatti miei", ha spiegato Munoz. "Da quello che ho appreso durante questo periodo dai giornali ritengo molto verosimile che la sera dell'aggressione Luca, Anastasia, Princi, i due soggetti conosciuti da quest'ultimo e probabilmente i due aggressori, avessero concordato una cessione o l'acquisto di sostanze stupefacenti. Non penso proprio che nella nostra passione della moto qualcuno abbia fatto traffico di moto o parti di esse, rubate. Anzi lo escludo". Anastasiya, infatti, ha dichiarato al giudice che i soldi consegnati da Princi servivano ad acquistare una moto in modo illecito. Una versione, che non ha convinto il gip Costantino De Robbio.

Cos'è successo la sera dell'omicidio di Luca Sacchi

La sera del 23 novembre al pub John Cabot Pub il gruppo di Luca Sacchi era composto da quattro persone: Luca, Anastasiya, Giovanni e Domenico. Luca ha mandato un messaggio a quest'ultimo su Signal (un'applicazione di messaggistica criptata, impossibile da intercettare), chiedendo di vedersi al pub per mangiare un panino insieme. E così hanno raggiunto Princi, che si trovava già al pub con Simone Piromalli e Valerio Rispoli. Domenico era con Luca e Anastasiya quando Paolo Pirino è sceso dalla Smart ForFour parcheggiata in doppia fila e ha iniziato a colpire la ragazza con una mazza. Ed era con loro quando Valerio Del Grosso si è avvicinato con la pistola. Non ha però riferito di soldi nello zaino di Anastasiya, né di contatti con Rispoli e Piromalli (che ha detto di non conoscere). Quando ha visto il killer alzare il braccio con l'arma in mano, è scappato e si è nascosto dietro una macchina. In ospedale da Luca ci è andato solo il giorno dopo, non la notte dell'aggressione.

Il silenzio di Munoz e il ruolo di Princi

"Dopo la morte di Luca ho deciso di allontanarmi dagli amici perché, una sera dopo, Princi mi ha detto di voler passare la serata con me per ‘soffrire' la morte di Luca insieme, ma io ho declinato. La verità è che non avevo intenzione di incontrarlo perché ho percepito che aveva avuto un ruolo nella vicenda che ha portato alla morte di Luca. Avevo anche paura di un'eventuale ritorsione da parte dei criminali che mi avevano visto lì con Luca e che avevano puntato la pistola anche nella mia direzione", ha spiegato Munoz, Che da allora, fatta eccezione per qualche contatto sporadico con Princi, non ha più visto né lui né Anastasiya.