Valerio Del Grosso oggi si presenterà davanti ai pubblici ministeri per un interrogatorio durante il quale, si spera, il pusher di Casal Monastero possa fornire agli inquirenti dichiarazioni importanti sulla vicenda dell'omicidio di Luca Sacchi. Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi in carcere dallo scorso 25 ottobre con l'accusa di omicidio in concorso, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Del Grosso, in particolare, è ritenuto responsabile di aver impugnato la revolver calibro 38 e di aver premuto il grilletto ferendo mortalmente il ventiquattrenne personal trainer. Ciò che gli inquirenti sperano arrivati a questo punto delle indagini, dopo la svolta che ha portato a l'emissione da parte del giudice delle indagini preliminari di cinque misure cautelari, è che i due ventenni rompano il loro silenzio e collaborino a far luce su alcuni punti rimasti ancora oscuri. Oltre a Del Grosso oggi saranno ascoltati anche gli altri indagati che si trovano in carcere, mentre l'interrogatorio di Anastasiya è atteso per domani.

Le intercettazioni dallo scambio di droga alla rapina

La dinamica dei movimenti del gruppo in possesso della droga è emersa dalle intercettazioni telefoniche di Marcello De Propris, sul quale già indagava la Polizia e che ha fornito a Del Grosso e Pirino l'arma del delitto. "Ascoltami, ma se famo invece comeeee… sentime, a parte i scherzi, sto con un amico mio che conosci, bello fulminato! Ma se invece io vengo a prendeme quella cosa che mi hai detto ieri e glieli levo tutti e settanta? Vengo da te… te faccio un bel re…" sono le parole di Del Grosso, per convincere De Propris a sostenerlo nell'azione che sta per compiere. Non più uno scambio, ma una rapina, per tenersi tutto: soldi e droga. "Voglio fa’ un casino, voglio tutti i 70 mila euro". Un colpo finito male e conclusosi con un omicidio.

Ancora oscure le dinamiche dietro ad Anastasiya e Giovanni Princi

Se appare chiara l'intenzione da parte dei pusher di Casal Monastero di imbrogliare i loro interlocutori nella trattativa, le responsabilità e le mosse dei vari protagonisti della vicenda, ancora oscura si mostra la dinamica e i precedenti di chi si trova dall'altra parte dello scambio, chi doveva consegnare i soldi: Anastasiya e Giovanni Princi. Entrambi indagati per droga, l'una sottoposta ad obbligo di firma, mentre l'altro in carcere, sono molti i passaggi ancora non del tutto chiari. A partire dalla provenienza dei soldi, 70mila euro che secondo gli investigatori nascondono la figura di un finanziatore dell'affare, ancora ignoto. Poi le dichiarazioni iniziali della giovane che, prima di celarsi dietro al silenzio, aveva dichiarato ai carabinieri e alle telecamere di non aveva mai visto gli aggressori che hanno ucciso il fidanzato per poi rivelarsi invece una figura centrale nell'affare di droga e inserita nel contesto criminale, così come Princi. Di lui resta oscuro il comportamento durante le ore di agonia dell'amico, preoccupatosi di spostare la Citroen C1 gialla di Anastasiya regolarmente parcheggiata che, doveva essere utilizzata per trasportare la droga.