"Ascoltami, sto con un amico mio che conosci, bello fulminato… ma se invece io vengo a prendermi quella ‘cosa' che mi hai detto ieri e glieli levo tutti e settanta? Poi ti faccio un bel regalo…". Inizia così la telefonata, trasmessa in esclusiva dal Giornale Radio Rai, tra Valerio Del Grosso e Marcello De Propris, il 22enne che ha dato la pistola in mano al killer per rapinare Luca Sacchi. Le parole dette successivamente si capiscono molto poco, si sente solo De Propris (che sembra restio a parlare al telefono) dire che si trova a Tor Sapienza. Le domande di Del Grosso sono insistenti, sembra non stare più nella pelle per la scoperta appena fatta e ha bisogno di conferme (e forse anche approvazione) da parte di De Propris. Che invece cerca di tergiversare in tutti i modi, tanto da non voler nemmeno dire precisamente dove si trova. Un'accortezza, quella usata dal 22enne, che forse è ben conscio del pericolo di essere intercettato. A differenza invece dell'amico, che il giorno dell'omicidio ha inviato ben 400 messaggi sospetti.

600. Questo il numero di sms e telefonate effettuate da Valerio Del Grosso il giorno dell'omicidio di Luca Sacchi. E in questo numero non sono contate le chat di WhatsApp. Clienti, complici, amici: tutte persone su cui gli inquirenti vogliono far luce per ricostruire i rapporti del killer, pasticcere di giorno e pusher nel tempo libero. Ciò che si vuole soprattutto stabilire, è se Del Grosso abbia avuto contatti con Giovanni Princi e Anastasiya Kylemnyk nei giorni precedenti l'omicidio di Luca. Attualmente il 21enne è in carcere con l'accusa di omicidio pluriaggravato, rapina aggravata e detenzione illegale di un'arma insieme a Paolo Pirino e Marcello De Propris, accusati degli stessi reati. Durante l'interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere, anche se – secondo quanto riportato dal suo legale – avrebbe dichiarato di non voler uccidere nessuno.