"Non ho mai fatto riferimento all’uso di droghe, men che mai da parte della vittima. Chiunque lo sostiene fa affermazioni prive di fondamento, calunniose verso le istituzioni e chi le rappresenta, rischiando tra l’altro di provocare ulteriore dolore ai familiari della vittima". Sono queste le parole del Capo della Polizia Franco Gabrielli in merito alle polemiche sollevate dal capogruppo della Lega Riccardo Molinari sulle parole pronunciate dopo l'omicidio di Luca Sacchi. Molinari aveva criticato duramente Gabrielli dicendo che il Capo della Polizia aveva definito il 25enne un ‘drogato'. Parola che però Gabrielli non ha effettivamente mai pronunciato. "Da un capo della Polizia ci si aspetta silenzio e rispetto, perché è indegno accostare Luca Sacchi all'idea di un drogato. Più che mettere bavagli social ai propri uomini, Gabrielli si dovrebbe preoccupare di tutelarli e farli lavorare in condizioni decenti".

Gabrielli: "Non siamo di fronte a un semplice scippo"

"Mi sono limitato a dichiarare, per evitare letture distorte e strumentali dell’accaduto, che gli accertamenti investigativi, una volta resi pubblici dall’Autorità giudiziaria, avrebbero evidenziato come non si fosse trattato di un semplice scippo – ha spiegato Gabrielli – Senza mai proferire quindi le parole ‘droga' o ‘drogato'. Ho chiesto a tutti di adottare un atteggiamento di riflessione e rispetto di fronte alla morte di un ragazzo di 24 anni. Ulteriori mistificazioni delle mie parole comporteranno conseguenti azioni legali".

Luca Sacchi, il questore Esposito: "Vicenda più complessa di quello che sembra"

Sull'omicidio di Luca Sacchi, cui molti punti sono ancora da chiarire, è intervenuto anche il questore di Roma, Carmine Esposito, definendo quella del ragazzo "una vicenda drammatica molto più complessa di quella che appare". "Sono preoccupato, come sempre, ma anche confortato dall'attività che le forze di polizia svolgono in maniera egregia – ha dichiarato – Questa settimana inizierà il nostro lavoro in alcune zone della città. Vareremo piani dedicati. Roma è una città enorme, quindi le attività criminali non sono identiche. Per questo dobbiamo attivare meccanismi di contrasto differenziati sul territorio, con diversi orari di intervento e diverse forze che intervengono. Presto sceglieremo queste zone: per ora ne abbiamo individuate due o tre fortemente a rischio. I cittadini si accorgeranno presto quali sono, dai controlli visibili. Anche questo sarà un messaggio per tutti: è necessario guardare alle forze di polizia con grande fiducia".