Donatella Di Bona
in foto: Donatella Di Bona

Gli avvocati di Donatella Di Bona, la 28enne accusata di aver strangolato e ucciso il figlio di due anni, il piccolo Gabriel Feroleto, hanno chiesto una perizia psichiatrica per la loro assistita. L'obiettivo dei difensori, Lorenzo Prospero e Chiara Cucchi, è quello di dimostrare che la donna non fosse capace di intendere e di volere al momento dell'omicidio, avvenuto nelle campagne di Piedimente San Germano (Frosinone). Quelle versioni diverse fornite inizialmente agli investigatori per i legali non sarebbero state un modo di depistare le indagini, ma sarebbero invece indicative delle sue condizioni mentali al momento della tragedia. Prima, infatti, Di Bona dichiarò ai carabinieri di essere stata investita con suo figlio da un'auto pirata e solo in seguito ha confessato di essere stata lei a colpire il piccolo con la sua macchina. In realtà il piccolo Gabriel è stato soffocato con una mano, che gli ha tolto il respiro dalla bocca e dal naso. Un gesto che, come dimostrato dai medici che hanno eseguito l'autopsia, sarebbe durato circa 10 minuti.

La difesa punta all'infermità mentale

Per l'omicidio del bimbo sono stati arrestati la mamma e il papà, Nicola Feroleto e da cinque mesi sono in carcere. Donatella Di Bona ha ammessa di aver ucciso il figlio, ma ha tirato in ballo in marito. Gli avvocati punteranno, come detto, a dimostrare l'infermità psichica della donna e probabilmente chiederanno un giudizio con il rito abbreviato, che significa anche uno sconto di un terzo sulla pena.

La versione del papà di Gabriel Nicola Feroleto

Nicola Feroleto, invece, ha sempre negato ogni responsabilità. Agli inquirenti ha detto di non trovarsi in quel luogo al momento dei fatti e che avrebbe impedito alla madre di compiere l'omicidio se fosse stato presente sulla scena del crimine. Fra pochi giorni i carabinieri del Ris consegneranno ai pm titolari del fascicolo di indagine i risultati di una superperizia, che dovrebbe svelare altri e decisivi dettagli della tragedia.