Nuova condanna per Vincenzo Paduano in carcere per l'omicidio di Sara Di Pietrantonio, la studentessa di 22 anni uccisa e bruciata nel quartiere della Magliana a Roma la notte del 29 maggio 2016. A raggiungere Paduano, ex guardia giurata, è una nuova decisione dei giudici che lo hanno condannato a scontare una pena di quattro anni di reclusione per aver dato fuoco all'auto dell'ex fidanzata morta. Come riporta la trasmissione televisiva Quarto Grado, l'accusa aveva chiesto cinque anni, mentre i legali difensori tre mesi. Attualmente Vincenzo Paduano è nel carcere di Rebibbia, dove sta scontando una pena di 30 anni di reclusione per omicidio aggravato. Sara aveva lasciato Vincenzo, ma lui non l'aveva accettato. L'ha attirata con la scusa di volerle parlare per chiarire, con l'intenzione di lasciarla in pace. Ma quella notte Sara è morta strangolata proprio dalle mani dell'uomo che diceva di amarla, ma che in realtà voleva solo possederla, come si fa con le cose. Dopo averla uccisa ha dato fuoco al suo corpo.

Processo Di Pietrantonio

Nell'ambito del processo in corso sulla morte di Sara di Pietrantonio, la Suprema Corte di Cassazione, nelle motivazioni relative all'udienza del 12 aprile scorso, ha riconosciuto Vincenzo Paduano dovrà scontare la pena prevista per due reati distinti, non assimilabili: l'omicidio pluriaggravato e lo stalking. Udienza che ha accolto il reclamo del procuratore generale di Roma Stefano Tucci e dei familiari della vittima contro lo sconto di pena. I magistrati hanno riconosciuto quanto sostenuto dal giudice per l'udienza preliminare che aveva stabilito in primo grado la pena dell'ergastolo per Paduano. Annullata invece la sentenza della Corte d'Assise d'Appello che il 10 maggio del 2018 aveva considerato lo stalking un aggravante riconducibile all'omicidio e non un reato a sé stante, ciò avrebbe ridotto la pena dell'imputato a 30 anni. Davanti a un’altra sezione della Corte d’Assise d’Appello di Roma si dovrà celebrare il processo d’appello bis nei confronti di Paduano.