Omicidio di Samanta Fava, uccisa e murata in cantina: Antonio Cianfarani resta ai domiciliari

Antonio Cianfarani, il 46enne di Sora condannato per l'omicidio di Samanta Fava, uccisa a 37 anni e murata in una cantina, resta agli arresti domiciliari per la malattia che lo ha colpito, ritenuta incompatibile con il carcere. Il manovale ha ricevuto in via definitiva una pena di 24 anni e da tre si trova a scontarli all'interno della propria abitazione. La proposta di concedere una proroga a Cianfarani è stata presa dal magistrato di sorveglianza del Tribunale di Frosinone, su richiesta del legale difensore, in attesa della decisione ultima dei giudici del Tribunale di Sorveglianza di Roma.
Omicidio di Samanta Fava
L'omicidio di Samanta Fava risale al mese di aprile del 2012, quando la donna improvvisamente è sparita e la famiglia non ha più avuto sue notizie. A denunciare la sua assenza da casa è stato il marito, che si è recato in commissariato e ha raccontato le sue preoccupazioni agli agenti della Polizia di Stato. Le indagini sono partite subito e gli investigatori hanno individuato Antonino Cianfarani, ex compagno della vittima, come responsabile, grazie alle risultanze emerse dai tabulati telefonici che dimostrano come la sera della sparizioni Samanta si trovasse insieme a lui. Agli investigatori Cianfarani ha detto di averla lasciata sotto casa la sera del tre aprile per poi raccontare successivamente che Samanta sarebbe morta a seguito di un malore improvviso e che lui, in preda al panico, avrebbe gettato il suo corpo senza vita nel fiume Liri, che scorre nel territorio Ciociaro. Ma scandagliando i fondali i sommozzatori non hanno trovato nessun cadavere, il corpo di Samanta evidentemente non era lì. A seguito di ulteriori accertamenti, in assenza di Cianfarani, gli investigatori hanno fatto irruzione all'interno della casa in cui il 46enne viveva in affitto a Fontechiari, vicino Frosinone. Il corpo di Samanta è stato trovato il 19 giugno del 2013, oltre un anno dopo la morte, dal cane molecolare Orso: era murato in cantina, avvolto all'interno di un sacco nero.