Imen Chatbri
in foto: Imen Chatbri

Ha negato tutte le accuse Stefan Iulian Catoi, il presunto assassino di Imen Chatbri, la 36enne tunisina gettata giù da Ponte Sisto a Roma. "Non sono stato io ad ucciderla. Avevamo passato la serata insieme, ci eravamo conosciuti in un pub, ma poi ci siamo salutati e io ho preso un autobus notturno", è stata la difesa del 26enne davanti al gip. Il ragazzo, difeso dall'avvocato Giulio Lastei, ha cercato di ricostruire la serata del primo maggio, la notte in cui Imen è stata uccisa, e ha riferito di aver conosciuto la donna in un locale del centro di Roma. Imen ha trascorso sicuramente parte della serata in un bar di piazza Venezia in compagnia del suo fidanzato olandese e di un'altra persona, che gli investigatori sostengono trattarsi di Stefan Catoi. Quest'ultimo, secondo la ricostruzione delle forze dell'ordine, avrebbe seguito la donna, praticamente l'avrebbe pedinata fino a Ponte Sisto, il ponte che collega il centro storico della Capitale con Trastevere. Lì avrebbe afferrato Imen dalle caviglie e l'avrebbe gettata giù. Poi avrebbe sceso le scalette che conducono alla banchina del Tevere e avrebbe rubato alcuni oggetti personali della donna, tra cui lo smartphone su cui forse c'erano le prove della sua colpevolezza.

Stefan Catoi rimane in carcere per l'omicidio di Imen Chatbri

Il gip, al termine dell'interrogatorio di convalida del fermo che è stato svolto questa mattina nel carcere di Regina Coeli, ha deciso di emettere nei confronti del ragazzo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere con l'accusa di omicidio. Insieme a Imen e Stefan Catoi quella sera c'era anche, come detto, il fidanzato olandese della donna e suo coinquilino. Immediatamente sentito dagli investigatori, è stato subito escluso dai sospetti per la poca somiglianza con l'uomo che è stato ripreso dalle telecamere di sicurezza mentre gettava Imen da Ponte Sisto. Sarebbe stato l'olandese a fare il nome di Stefan Catoi.