Imen Chatbouri e Stefan Catoi
in foto: Imen Chatbouri e Stefan Catoi

Stefan Catoi, il 26enne romeno in carcere per l'omicidio dell'ex atleta tunisina Imen Chatbouri uccisa e trovata morta lo scorso 2 maggio sotto Ponte Sisto, prima dei drammatici fatti aveva ricevuto un provvedimento di espulsione e non poteva stare a Roma. La misura nei confronti dell'uomo era arrivato a seguito del processo per direttissima a suo carico, durante il quale Catoi doveva rispondere all'accusa di furto con scasso del Camping Aurelio, con arresto in flagranza di reato. Fatto che ha aggravato ulteriormente la sua posizione a seguito dell'accusa di omicidio. Nel frattempo continuano le indagini condotte agli agenti del commissariato Trevi, sotto le disposizioni del pubblico ministero Antonio Verdi e dal procuratore Maria Monteleone. Al momento, secondo quanto riportato da Il Corriere della Sera, gli inquirenti non contestano a Catoi l'aggravante della premeditazione anche per il fatto che l'aggressore avrebbe agito sotto gli effetti di alcol e cocaina.

Omicidio di Imen Chatbouri: convalidato il fermo per Stefan Catoi

Convalidato il fermo per Stefan Catoi, dopo la richiesta avanzata dalla procura al giudice delle indagini preliminari per la custodia cautelare in carcere a carico dell'uomo. Secondo gli investigatori che indagano sul caso sarebbe stato lui la notte del 2 maggio scorso a spingere giù da Ponte Sisto Imen, sollevandola dalle caviglie e facendole fare un volo di oltre 10 metri, prima dell'impatto violento con il suolo che si è rivelato purtroppo fatale. La donna, il suo fidanzato olandese e Stefan avevano trascorso la serata insieme in un pub di Piazza Venezia. Il compagno di lei si sarebbe allontanato infastidito dalle attenzioni che Catoi avrebbe rivolto a Imen. Poi, mentre la ragazza stava camminando in strada, sarebbe stata raggiunta dall'uomo, che avrebbe tentato un approccio con delle avance, per essere respinto. Poi, sarebbero accaduti i drammatici fatti.