Natale Hjort
in foto: Natale Hjort

Nell'ambito dell'iniziativa del Partito Radicale ‘Ferragosto in carcere', il segretario Maurizio Turco e la tesoriera Irene Testa hanno visitato il carcere romano di Regina Coeli. Nell'istituto penitenziario da poco meno di un mese è detenuto anche Gabriel Christian Natale Hjorth, che avrebbe scambiato poche parole con i due visitatori e avrebbe detto, secondo quanto riporta Stefania Moretti sul Corriere della Sera: "Nella mia città, San Francisco, forse non sarei stato in carcere: sarei uscito su cauzione". Queste le parole del 19enne americano indagato insieme al coetaneo Elder Finnegan Lee per l’omicidio del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega. "All' interno del carcere non ci sono soltanto persone che hanno sbagliato, ma anche persone che ci lavorano. Persone che sono costrette a stare sotto quaranta gradi senza climatizzatori", hanno spiegato i Radicali all'uscita del carcere.

"Questo appuntamento che si ripete spesso, in particolare a Ferragosto, continua a ripetersi perché ci sono dei problemi strutturali che hanno a che fare soprattutto con il mancato funzionamento della giustizia e in particolare questo è un carcere dove ci sono mille persone in attesa di giudizio  e molti di loro risulteranno innocenti. Il dato particolare per quanto riguarda Regina Coeli è che c'è un' assenza della Regione Lazio per quanto attiene alle questioni sanitarie. Teniamo presente che in Italia il trenta per cento dei detenuti è sottoposto a una terapia psichiatrica, quindi spesso le carceri sono degli ospedali clandestini proprio perché non funziona nemmeno nemmeno la sanità. Diciamo che è il luogo della vergogna: qui è un poco una discarica di problemi, che non si è in condizioni o in grado di risolvere altrove", ha dichiarato il segretario del Partito Radicale, Maurizio Turco.