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“Non ci fanno lavorare”, la protesta degli archeologi romani

La protesta contro il progetto del Campidoglio e del gruppo Enel intitolato “The Hidden Treasure of Rome”. Si tratta di inviare negli Stati Uniti centinaia di migliaia di reperti archeologici conservati a Roma.
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Gli archeologi protestano contro un progetto del Campidoglio e del gruppo Enel intitolato “The Hidden Treasure of Rome”. Si tratta dello studio e della catalogazione di centinaia di migliaia di reperti archeologici risalenti a tutte le epoche della storia di Roma, conservati all’interno di oltre mille casse presso l’Antiquarium dei musei Capitolini. Molti di questi oggetti verranno spediti negli Stati Uniti dove saranno analizzati dalle equipe delle università americane. La Confederazione italiana archeologi ha protestato oggi con un sitin in Campidoglio "perché in un momento di profonda crisi, con una società disposta a investire nella ricerca archeologica, si sarebbero potuti impiegare ricercatori e precari italiani. Magari in un progetto che coinvolgesse anche università straniere, ma con base a Roma".

Una posizione analoga a quella già espressa in una lettera dalla Confederazione nazionale archeologi professionisti (Cnap), che sottolineava: "Quelle stesse competenze ricercate negli Usa noi le abbiamo". Assurdo, secondo loro, anche che si arrivi a una "delocalizzazione del patrimonio seguendo la logica del lavoro a costo zero". Una protesta che sabato alle 10 coinvolgerà tutti i professionisti dei Beni culturali che scenderanno in piazza in una manifestazione lanciata da Confassociazioni con l'hashtag #bastagratis.

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