I “tesori nascosti” di Roma vanno in trasferta: saranno studiati negli Usa

Un vero e proprio tesoro dimenticato. Per oltre un secolo, centinaia di migliaia di reperti archeologici risalenti a tutte le epoche della storia di Roma sono stati conservati all'interno di oltre mille casse presso l'Antiquarium dei musei Capitolini. Quasi nessuno li ha mai visti. Molti non sono neanche stati studiati e catalogati. Grazie a un protocollo di intesa firmato ieri tra il Comune e il Gruppo Enel Green Power, molti di questi oggetti verranno spediti negli Stati Uniti dove saranno analizzati dalle equipe delle università americane. Il programma si chiama “The Hidden Treasure of Rome”, i tesori nascosti di Roma. “Si tratta di tutto quell’enorme materiale del sito archeologico che abbiamo conservato nei decenni e non viene esposto. Questo materiale ha già viaggiato negli Stati Uniti e continuerà ampliandolo anche in altri 30 paesi in cui Enel opera. Quindi gli studiosi esteri potranno studiare questi reperti che arriveranno nelle loro mani, esaminarli e catalogarli restituendoli alla città con un valore aggiunto”. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino, che ha sottoscritto l'intesa insieme all'ad di Enel Francesco Starace.
Sempre Enel finanzierà il restauro della Sala degli Imperatori dei Musei Capitolini con 100 mila euro. Durante i lavori, che cominceranno entro sei mesi, i pezzi esposti voleranno in blocco al museo di Oklahoma. “Non sono lavori molto lunghi ma quei sei o sette mesi ci sono sempre”, dice l'assessore alla Cultura Giovanna Marinelli. “Avremo la possibilità – ha aggiunto l'assessore – di far conoscere alcuni pezzi della nostra storia ad un pubblico che difficilmente avrebbe potuto vederli in loco negli Stati Uniti. C'è poi il vantaggio per la città di poter disporre di processi di studio e catalogazioni di questi materiali. All'inizio saranno visti da studiosi poi saranno esposti promuovere l'immagine di Roma nel mondo”.