Una preghiera sulle sponde del fiume e un mazzo di fiori bianchi lanciati in acqua per ricordare la neonata trovata morta nel Tevere il 6 luglio scorso. Ieri pomeriggio Medicina Solidale e dal Centro Oratori Romani hanno organizzato una celebrazione religiosa semplice, un momento di raccoglimento e di riflessione, davanti alla chiesa di San Gregorio della Divina Pietà, in piazza di Monte Savello. È stata proprio una bambina, quella che la neonata non diventerà mai, a lanciare nel fiume il mazzolino, dove la piccola, con non più di 24 ore di vita e con ancora il cordone ombelicale attaccato, è stata gettata, dopo una morte sopraggiunta per asfissia. Così ha spiegato il medico legale, dopo gli esami svolti sulla salma, per risalire alle cause che hanno portato al decesso, in modo da aiutare gli investigatori della Polizia di Stato e la Procura a ricostruire la dinamica dell'accaduto. La bimba non è annegata: qualcuno l'ha prima soffocata, per poi gettarla via, come un bambolotto o un sacchetto di rifiuti. A guidare la preghiera è stato Don Andrea Palamides, assistente spirituale della comunità ‘Famiglia della Riconciliazione'.

La neonata trovata morta nel Tevere sarà sepolta nel Cimitero Laurentino

La neonata trovata morta nel Tevere da un pescatore con un ematoma in testa all'altezza di Centro Giano, nel X municipio di Roma, sarà sepolta nel ‘campo dei bambini' del Cimitero Laurentino. Della tumulazione se ne faranno carico Ama e il Comune di Roma, che hanno comunicato la decisione in una nota. Nel frattempo continuano le indagini degli agenti della Polizia di Stato coordinati dalla Procura di Roma, per cercare di risalire al responsabile della morte della bimba.