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Muore investita da un camion, ma l’assicurazione: “Non paghiamo, era troppo bassa”

L’assicurazione del camion non vuole risarcire la famiglia. La motivazione? Gabriella era alta poco più di un metro e cinquanta, troppo poco per essere vista dall’autista.
A cura di Enrico Tata
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Stava camminando sul marciapiede Gabriella Serangeli, 65 anni, quando è stata investita da un camion che usciva dal parcheggio. In quel tragico incidente di un anno fa la donna ha perso la vita, ma ora l’assicurazione del camion non vuole risarcire la famiglia. La motivazione? Gabriella era alta poco più di un metro e cinquanta, troppo poco per essere vista dall’autista. Secondo il perito dell’assicurazione Axa, questa caratteristica fisica escluderebbe la responsabilità dell’autista e permetterebbe alla società di non pagare il risarcimento danni per i familiari della vittima.

La compagnia assicurativa, racconta il Corriere.it, in questo modo ha stabilito una corresponsabilità di colpe tra il guidatore del camion e la donna investita. Di parere opposto sono il pubblico ministero Clara De Cecilia che ha chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio del camionista con l’accusa di omicidio colposo. Secondo il suo consulente, l’autista non si è accorto di avere davanti a lui la donna, non perché lei era bassa, ma perché non guardò chi veniva da destra prima di rimettere in movimento il camion. “Nulla si può contestare al pedone perché camminava correttamente sul e poiché lo faceva da diversi minuti, com’è normale, pensava di essere veduta”, sono state le parole del consulente.

L’incidente mortale è avvenuto a Cesano di Roma il 15 marzo del 2014. Alle 8 e 45 di mattina il guidatore del camion sta uscendo dal parcheggio di un supermercato. Prima di immettersi nella strada principale deve fare uno stop, poi svoltare a destra. Proprio da destra sta arrivando Gabriella Serrangeli che cammina sul marciapiede pedonale. L’autista, invece di svoltare a destra, svolta a sinistra. Mentre fa la manovra investe la signora. I legali della famiglia della vittima sostengono che il pedone ha diritto di precedenza perché si trova sul marciapiede, mentre l’assicurazione Axa e il suo perito dicono che la colpa è anche di Gabriella, che si è messa in una posizione in cui era impossibile vederla perché troppo bassa rispetto al camion.

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