Funghi e muffe nelle casette dei terremotati del Centro Italia. Ad Amatrice e non solo tanti residenti sono costretti a chiedere la sostituzione dei pavimenti delle SAE – Soluzioni abitative in emergenza, perché sono già da buttare.In questi giorni tanti terremotati stanno vivendo perciò un ulteriore disagio, dovendo svuotare la propria casetta per permettere agli operai di sostituire il pavimento ormai marcio. Marina, che vive a Collemagrone, una frazione di Amatrice insieme ai suoi due figli, ha documentato sui social i lavori all'interno della sua casetta mostrando le condizioni pietose del pavimento. Le immagini pubblicate su Facebook sono diventate virali e Fanpage.it è andata a trovarla, scoprendo che la sua condizioni è una condizione comune a molti altri cittadini.

Amatrice: casette per i terremotati fino a 6700 euro a metro quadro

Marina sospetta che il suo pavimento non abbia mai goduto di ottima salute, ci racconta infatti che "appena entrati sentivamo un po' questi sali scendi di questi pavimenti, camminavi e c'era un bozzo poi ce n'era un altro". E quando ha provato a chiedere spiegazioni le è stato risposto che questi rigonfiamenti erano normali e poi il pavimento si sarebbe assestato. La situazione invece non è mai migliorata, anzi nei mesi il pavimento appariva in condizioni sempre peggiori. Poi l'amara scoperta: tutto da rifare. E pensare che le SAE sono costate fino 6700 euro a metro quadro. Ancora una volta Marina si è ritrovata sfollata, costretta ad appoggiarsi da un amico mentre gli operai effettuavano i lavori all'interno del modulo prefabbricato dove abito. "Noi qui siamo terremotati già 3 anni fa è successo quello che è successo siamo dovuti scappare dalle case, siamo stati come dei nomadi in giro tra tende roulotte camper. Dal momento che uno pensa di potersi rilassare un attimo perché ti viene assegnata una sistemazione, pensi di poterti rilassare un momento ma non è così" conclude Marina scuotendo la testa.

Le parole del Sindaco di Amatrice

Antonio Fontanella è il nuovo primo cittadino di Amatrice da maggio e si è subito scontrato con la lenta burocrazia delle Soluzioni Abitative di Emergenza. "Ci siamo resi conto che nonostante venissero fatte le segnalazioni, ci siamo accorti che non interveniva nessuno – spiega il Sindaco Fontanella – Non interveniva nessuno perché c'era questo rimbalzo di responsabilità tra la ditta che aveva realizzato l'urbanizzazione e quella dell'istallazione". Dopo mesi di attesa l'amministrazione comunale ha scelto di fare la voce grossa intimando il consorzio di intervenire ed al momento c'è una calendarizzazione degli interventi. La speranza è che il nuovo materiale utilizzato per i pavimenti abbia vita più lunga del precedente e non sia di nuovo soggetto ad infiltrazioni e muffe.