Non ce l'ha fatta Umberto Ranieri, il pittore di 53 anni aggredito con un pugno da quello che è presumibilmente un gruppo di ragazzini a Roma, a largo Preneste. L'uomo ha lottato per due giorni tra la vita e la morte, ma la sue condizioni erano apparse subito gravissime. Ranieri è deceduto all'ospedale San Giovanni, dove era ricoverato dopo il pestaggio, avvenuto domenica sera: i medici lo avevano operato, ma il quadro clinico era già dall'inizio molto complesso. Il padre Filomeno, arrivato a Roma appena saputo del figlio, aveva detto che Umberto era in fin di vita e difficilmente sarebbe sopravvissuto. Le forze dell'ordine stanno lavorando incessantemente per identificare gli autori dell'aggressione, che dovrebbero essere stati ripresi dalle telecamere di sorveglianza presenti a largo Preneste. Secondo alcune testimonianze raccolte da Fanpage, il branco potrebbe aver comprato poco prima in un mini market dei semi di girasole: i filmati del negozio sono stati consegnati agli agenti.

Morto Umberto Ranieri: gli aggressori sarebbero dei giovanissimi

Ieri sera era arrivata la notizia che Umberto Ranieri era entrato in coma irreversibile. Una persona benvoluta e stimata da tutti, che la sera amava passeggiare proprio in quel quadrante di Tor Pignattara prima di rientrare a casa. Non si conoscono i motivi dell'aggressione: due persone di origine sudamericana che si trovavano su una panchina della piazza quando Ranieri è stato colpito, hanno detto di non aver avvertito nessuna discussione tra l'artista e il gruppo di ragazzi. Sembra che gli aggressori fossero tutti giovanissimi: a scagliare il pugno sarebbe stato solo uno di loro. Quando Umberto Ranieri è caduto a terra, si sono dati alla fuga senza chiamare i soccorsi. I medici sono stati chiamati dai due testimoni presenti sulla scena, ma al loro arrivo il pittore aveva già perso conoscenza. Trasferito inizialmente al Vannini, è stato poi portato al San Giovanni dove è stato operato alla testa. Ma purtroppo per lui non c'è stato nulla da fare.