Nando Agostinelli
in foto: Nando Agostinelli

Tutti, a Roma e nel Lazio, e sopratutto ai Castelli Romani, conoscevano Nando Agostinelli, il compagno Nando. Dirigente comunista per una vita, assessore provinciale e comunale nella sua Genzano, la ‘piccola Mosca', contribuì insieme a Franco Basaglia alla chiusura dei manicomi. Nato il 4 marzo del 1928, è morto ieri all'età di 91 anni. Consigliere comunale dal 1958 al 1987, consigliere provinciale dal 1964 al 1981, è stato assessore alla psichiatria della Provincia
di Roma tra il 1975 e il 1980 e successivamente presidente della USL n. 1 di Roma. Da assessore, con la collaborazione dello psichiatra Franco Basaglia, riuscì a portare a complimento l'applicazione della legge 180 del 1978 (la legge Basaglia, per l'appunto, sulla chiusura dei manicomi) nel Lazio e a chiudere il grosso manicomio di Roma, il Santa Maria della Pietà. Il suo apporto in qualità di assessore fu decisivo per l'avvio dei servizi psichiatrici a Roma e per un nuovo modo modo di intendere la salute mentale.

Ricorda Renzo Carella, ex deputato del Partito democratico: "Fu un innovatore,non aveva titoli accademici, ma conoscitore del disagio e del dolore che c'era negli Ospedali Psichiatrici e seguendo la straordinaria riforma del Dott. Basaglia fecero diventare il Santa Maria della Pietà di Roma il laboratorio di un nuovo modo per affrontare il disagio e la malattia mentale. Ricordo di una straordinaria assemblea che facemmo io e lui nei giardini di via Matteotti a Carpineto a sostegno di Renzo un ragazzo ,con un disagio, arrestato e rinchiuso nel Manicomio criminale di Montelupo Fiorentino, in quella occasioni vennero a testimoniare solidarietà circa cento ex ricoverati presso la struttura di Santa Maria della Pietà. Agostinelli è stato dirigente del P.C.I. Stimato non solo a Genzano ,la sua città, ma in tutti i castelli Romani nella Regione Lazio e in Italia".