Stefano Musco, morto a 66 anni
in foto: Stefano Musco, morto a 66 anni

"L'archeologia riesce a restituire dignità storica alla periferia di Roma", diceva Stefano Musco, archeologo, storico funzionario della soprintendenza archeologica di Roma, scomparso di recente a 66 anni. Nei corridoi della soprintendenza era definito come "il grande esploratore della periferia" di Roma. Nei mesi scorsi era stato il direttore scientifico degli scavi che hanno riportato alla luce la Tomba dell'Atleta in zona Case Rosse a Roma, risalente al III o IV secolo avanti Cristo. Una scoperta eccezionale per l’integrità della camera mortuaria e per l’ottimo stato dei reperti in essa contenuti.

Su Facebook lo ricorda Cristiana Lalli, assessore alla cultura del IX municipio di Roma: "Ho lavorato con lui in diverse occasioni, su diversi cantieri aperti nell'area di Torvergata, Corcolle, Lunghezza. Molte le emozioni legate a scoperte archeologiche significative, compreso uno splendido specchio di bronzo prenestino rinvenuto quando meno te lo aspetti, mentre esploravamo una "tagliata" di epoca romana in prossimità di un impianto per il trattamento dei rifiuti tra Lunghezza e Corcolle. L'archeologia riesce veramente a restituire dignità storica alla periferia di Roma, una periferia spesso martoriata, abusata e reietta, ma che presenta tratti di paesaggio ancora significativi e importanti che vanno tutelati con consapevolezza e lungimiranza". I funerali di Stefano Musco si sono svolti oggi, 8 marzo, nella parrocchia dei Sette Santi Fondatori a Piazza Salerno a Roma.