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Morto il fotografo Pietro Ravagli, nei suoi scatti la storia del dopoguerra

E’ morto in ospedale in attesa di un intervento e i funerali sono stati celebrati in mattinata nella chiesa di Santa Maria Mediatrice, nel quartiere Prenestino-Labicano. Sulla bara, la sua storica Leica.
A cura di Enrico Tata
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Foto da Fillea Cgil
Foto da Fillea Cgil

Ha seguito le lotte operaie degli anni '70, la politica e la cronaca romana scattando foto per Il Messaggero, Paese Sera, l'Unità e molte agenzie stampa. Nel suo archivio ci sono oltre 800mila immagini che raccontano l'Italia del dopoguerra, un patrimonio a colori e in bianco e nero che è stato riconosciuto dal ministero dei Beni e delle Attività Culturali di notevole interesse storico-sociale. E' morto a Roma, il fotografo Piero Ravagli, che cominciò ad armeggiare con una macchina fotografica nel 1949, come ritoccatore all'Istituto Luce. E' morto in ospedale in attesa di un intervento e i funerali sono stati celebrati in mattinata nella chiesa di Santa Maria Mediatrice, nel quartiere Prenestino-Labicano. Sulla sua bara è stata posata la sua storica macchina fotografica, una Leica. Lo hanno salutato amici e colleghi fotografi insieme ai famigliari, tra i cui i figli, Marco e Stefano, a cui il padre ha saputo trasmettere la sua grande passione e per questo sono diventati entrambi fotografi.

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