Guglielmo Mollicone
in foto: Guglielmo Mollicone

"Se la salute mi assiste" queste le ultime parole pronunciate da Guglielmo Mollicone ai giornalisti prima del ricovero in ospedale, diciannove anni di battaglie per dare alla figlia Serena, uccisa e trovata morta nel bosco di Arce, giustizia e verità. Dichiarazioni quasi premonitrici quelle rilasciate a margine dell'ultima udienza alla quale ha partecipato, intendendo che sarebbe andato fino in fondo nella vicenda, senza mai assentarsi, prima che un malore lo portasse via a distanza di sei mesi. "Il destino ha confermato di essere particolarmente crudele nei confronti di Guglielmo Mollicone, ai drammi da lui vissuti ora si somma quello della perdita della sua vita, sopraggiunta proprio alla vigilia dell'anniversario della morte di Serena – ha detto contattato da Fanpage.it l'avvocato Dario De Santis, legale della famiglia Mollicone – Al grande lutto per la sua morte si aggiunge purtroppo l'amarezza di non aver potuto vedere l'esito delle sue battaglie".

A continuare la battaglia di Guglielmo Mollicone saranno i famigliari

Il legale della famiglia Mollicone ha spiegato che, nonostante la scomparsa di Guglielmo, "non finisce l'istanza di giustizia per la quale si è speso per tanti anni, e non finirà, fin quando non ci saranno giustizia e verità" E ha aggiunto: "Il procedimento penale continuerà, a portare avanti la battaglia sarà la sua famiglia, la figlia di Guglielmo e sorella di Serena, un fratello e una sorella di Guglielmo, tutti già costituiti parti civili nel procedimento penale". La prossima udienza è in programma il 30 giugno, ma non sarà probabilmente quella conclusiva della fase preliminare, per la quale sarà necessario attendere luglio. Entro questa data il giudice dovrà infatti decidere se sussisteranno gli elementi necessari per il processo e pronunciarsi sul rinvio a giudizio nei confronti della famiglia dell'allora comandante della caserma dei carabinieri di Arce, del maresciallo Vincenzo Quatrale e dell'appuntato Francesco Suprano.

Maria Tuzi: "Era un combattente, portiamo avanti la sua battaglia"

La tragica notizia della scomparsa di Guglielmo Mollicone è arrivata ieri, dopo che per mesi i suoi cari e l'Italia intera con il fiato sospeso, hanno sperato fino all'ultimo che si riprendesse. Tantissimi i messaggi di cordoglio ed affetto arrivati alla sua famiglia. Tra gli altri, quello di Maria Tuzi, figlia di Santino, il brigadiere trovato morto nella sua auto l'11 aprile 2008, la cui famiglia è stata ammessa, insieme all’Arma dei carabinieri, come parte civile nel procedimento penale. "Esprimo le più sentite condoglianze alla famiglia Mollicone per la perdita del caro Guglielmo, un combattente, che ha lottato fino all'ultimo, per lasciarci proprio alla vigilia dell'anniversario della morte della sua adorata Serena, come se avesse volontariamente atteso questo momento. Ora urge andare avanti, affinché venga alla luce la verità e sia fatta giustizia".