Adriano Ossicini (La Presse)
in foto: Adriano Ossicini (La Presse)

Il mondo della Medicina è in lutto per la morte del professor Adriano Ossicini, che insieme ad altri colleghi inventò il Morbo K, una falsa diagnosi che salvò numerosi ebrei romani dalla persecuzione nazista del Novecento. Ossicini è deceduto la mattina di oggi, venerdì 15 febbraio, all'età di 98 anni, nell'ospedale Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina a Roma. Il professore era ricoverato purtroppo da diversi giorni nel reparto di Ortopedia dopo una caduta. Fu psichiatra e politico italiano, ex-partigiano e per molti anni parlamentare, ricoprì gli incarichi di vice presidente del Senato e di ministro per la Famiglia e la Solidarietà Sociale nel Governo Dini. Grande professionista del suo campo, uomo dall'alto valore umano, è ricordato per l'aver dato rifugio agli ebrei che vivevano a Roma proprio nell'ospedale Fatebenefratelli, luogo che lo vide nei momenti centrali della sua vita e dove ha anche trascorso i suoi ultimi giorni. La direzione e il personale del nosocomio si è unita al cordoglio per la perdita del professore, uno di protagonisti di una storia che parla di coraggio, di altruismo e di amore verso il prossimo. Grazie a uomini come lui l’ospedale riceve dalla Fondazione internazionale Raoul Wallenberg, con il patrocinio comunità ebraica di Roma e la Fondazione museo della Shoah, il titolo di “Casa di Vita”. La camera ardente è allestita in Senato a partire dalle 16 di oggi e fino alle 20 di sabato 16 febbraio.

Chi è Adriano Ossicini: l'uomo che inventò una malattia per salvare gli ebrei dai nazisti

Il professor Adriano Ossicini è nato il 20 giugno del 1920, tra quattro mesi avrebbe compiuto 99 anni. Durante la sua carriera professionale lavorò nell'ospedale Fatebenefratelli sull'Isola Tiberina, Nel nosocomio fu allievo e stretto collaboratore dell’allora primario, Giovanni Borromeo, che, sostenuto dal priore dell’epoca, fra Maurizio Bialek, inventò una pericolosa malattia, conosciuta come Morbo K, riuscendo ad allontanare l’esercito nazista dal reparto d’isolamento. Un nome in codice quello della falsa diagnosi: la sigla K infatti, indica proprio le iniziali dei nomi di alcuni protagonisti della terribile furia nazista, l’ufficiale tedesco Kappler o il generale Kesserling, dopo la retata del 16 ottobre 1943. Il professor Adriano Ossicini, insieme ad altri medici del nosocomio si prese cura dei suoi pazienti, salvandoli dalla morte. Scrisse false cartelle cliniche parlando di una malattia contagiosissima, che li obbligava a tenerli isolati. Questo gesto di infinito amore e grandissima dedizione nel salvare vite umane gli costò il carcere e le violenze da parte dei nazifascisti. Era l’unico dei suoi colleghi di quegli anni rimasto ancora in vita. Ossicini ha ricordato le esperienze vissute lasciandoci le sue testimonianze in alcuni scritti. Della sua professione durante gli anni di resistenza di cui ha fatto una missione di vita ha parlato ad amici e parenti andati a trovarlo dopo il ricovero.