I giudici della Suprema Corte di Cassazione hanno respinto il ricorso presentato dall'avvocato della difesa Luca Cococcia nei confronti del suo assistito, Andrea Landolfi, ritenuto dalla Procura di Viterbo e dal Tribunale del Riesame responsabile dell'omicidio della ex fidanzata Maria Sestina Arcuri e quindi destinatario di un'ordinanza d'arresto e di custodia cautelare in carcere. Il verdetto dei giudici è arrivato oggi, a tre mesi dalla deposizione della documentazione della difesa. Terminata la lettura del dispositivo, sarà la procura di Viterbo a disporre per lui. Ora l'arresto è immediato, per il ragazzo, 30enne, sono scattate le manette: l'accusa è quella di aver ucciso la 26enne di Nocara morta all'ospedale di Belcolle dopo una caduta dalle scale in casa della nonna di lui, a Ronciglione, in provincia di Viterbo. Secondo i giudici sarebbe stato lui a lanciarla dalle scale, provocandogli traumi e ferite fatali.

Cassazione respinge ricorso della difesa

La Cassazione ha respinto il ricorso della difesa, che si era opposta all'ordinanza di arresto nei confronti del 30enne chiesta dal pubblico ministero Franco Pacifici e condivisa dai giudici del Riesame. "Ho rilevato dei vizi di legge, in quanto la Cassazione è deputata a verificare se sia stata rispettata la legge processuale, se ci siano stati problemi in ordine alla contraddittorietà della motivazione o carenze motivazionali – ha spiegato l'avvocato contattato da Fanpage – Ho evidenziato alla Cassazione quattro motivi per i quali chiedere ricorso". E ha aggiunto: "Il più rilevante è quello relativo all'attività svolta sul minore, riguardo a violazioni di legge sull'esame così come è stato svolto dalla Procura". Motivazione che però non sono state accolte.

La morte di Maria Sestina Arcuri

Dolce, bella e sorridente era così Maria Sestina Arcuri, 26 anni, radici nel profondo Sud, approdata a Roma per realizzare il suo sogno nel cassetto: diventare una parrucchiera professionista e lavorare in un salone importante, crescere professionalmente e portare avanti la propria carriera. Un desiderio spezzato improvvisamente da una caduta dalle scale che dopo averla completamente tumefatta in volto, le ha provocato un trauma cranico che l'ha portata alla morte. Era febbraio quando Andrea e Sestina avevano deciso di trascorrere il fine settimana insieme fuori Roma, così erano andati a trovare la nonna di lui, che abitava nel Viterbese. Una casa in via Papirio Serangeli, dove i due sono rientrati a notte fonda quando sono accaduti i drammatici fatti. Insieme a loro c'era il figlio di Andrea avuto da una passata relazione. Poi, il dramma, la corsa in ospedale solo il giorno dopo e il decesso, avvenuto dopo due giorni di lotta tra la vita e la morte a causa delle gravi ferite e traumi riportati.