Sulla morte dell'ematologo Francesco Lo Coco la procura di Roma indaga per istigazione al suicidio. Un ‘atto dovuto' secondo gli inquirenti, che consente di svolgere una serie di verifiche sui tragici fatti accaduti il 4 marzo, a seguito dei quali è scomparso togliendosi la vita un professore di fama internazionale per i suoi studi sulla leucemia fulminante e dalla carriera contrassegnata da una spiccata eccellenza. Chi sta seguendo il caso non ha dubbi: si è trattato di un suicidio e al momento non pare essere emerso nessun elemento sospetto che possa ricondurre a qualcos'altro. Ieri i medici legali hanno svolto un esame esterno sulla salma, disposto dal pubblico ministero Margherita Pinto: i risultati hanno confermato che Francesco Lo Coco si è lanciato volontariamente nel Tevere, arrampicandosi su una balaustra e cadendo nel vuoto, ed è morto sul colpo. Secondo le ricostruzioni svolte dalle forze dell'ordine, domenica scorsa il professore stava pranzando insieme alla sua famiglia in un ristorante davanti al Foro Italico per festeggiare il compleanno del figlio della sua compagna, quando, improvvisamente, si è alzato da tavola dicendo che sarebbe andato in bagno. Invece è uscito dal locale, dirigendosi verso Ponte della Musica, per mettere in atto l'estremo gesto.

Funerali dell'ematologo Francesco Lo Coco

I funerali di Francesco Lo Coco sono stati celebrati nella tarda mattinata di ieri nella chiesa San Roberto Berlarmino a piazza Ungheria, Roma, dopo l'ultimo saluto nella camera ardente, allestita nella cappella dell'ospedale Gemelli. Il professore è considerato un luminare a livello internazionale per i suoi studi sulla leucemia fulminate che consentono di curare pazienti affettai da questa forma di tumore del sangue senza farmaci chemioterapici. Ordinario di Ematologia e direttore della UOC Laboratorio di Oncoematologica del Policlinico Tor Vergata di Roma, si era specializzato nel 1985 in Ematologia all'Università la Sapienza di Roma con il professor Franco Mandelli, il padre dell'Ematologia italiana.