Foto di repertorio
in foto: Foto di repertorio

Cristian Raschi, pluripregiudicato e nome noto della malavita del Tufello, si è tolto la vita il 24 dicembre scorso con un colpo di pistola alla testa. L'uomo si trovava agli arresti domiciliari per il reato di usura. Sulla sua morte, riporta oggi ilMessaggero, ci sono ancora degli interrogativi a cui trovare risposta. Per esempio, le indagini sono tuttora in corso sulla pistola usata per uccidersi, una calibro 38. Sicuramente si è trattato di un suicidio, ma gli inquirenti vogliono capire se quella pistola sia stata usata per altri delitti. C'è stato un tentato omicidio due anni fa al Tuffello in cui potrebbe essere implicato Raschi. Con una calibro 38, infatti, un pugile fu vittima di un agguato e si salvò quasi per miracolo. Le indagini sono tuttora in corso con l'obiettivo di chiarire se la pistola di Raschi sia stata usata per altre azioni criminali dal proprietario. Ha la matricola abrasa e quindi è impossibile risalire al venditore.

La sua pistola forse usata in passato per altri agguati

Il fratello di Cristian, Osvaldo Raschi, è morto di overdose nel 2013, ma per anni aveva terrorizzato i residenti del quartiere romano del Tufello. Di Cristian si parlò sulle cronache per l'ultima volta nel 2015 quando, forse a causa di un debito di droga, fu vittima di un agguato a San Basilio e fu ferito all'addome e alle gambe. Per il momento restano sconosciute le cause che hanno spinto Raschi a togliersi la vita all'interno del suo appartamento e proprio nel giorno della vigilia di Natale.