Miss Università 2015, il concorso per giovani universitarie diventa un caso

C’era Miss Matricola, Miss 30 e Lode, Miss Facoltà, Miss Ateneo, Miss Cultura, Miss Fotogenia e persino Miss Cervello. A guidare la giuria con il compito di assegnare i premi era il Magnifico Rettore dell’Università La Sapienza di Roma, Eugenio Gaudio. Si è tenuto lo scorso 8 maggio la prima elezione nazionale del concorso Miss Università 2015 – La studentessa più bella e Sapiente degli Atenei italiani. In giuria, oltre a Gaudio, c’era qualche prof universitario, qualche giornalista, tra cui Anna La Rosa, un giudice della Corte di Assise di Roma, anche un chirurgo plastico presso il centro “LaCLINIQUE” di Roma EUR, diversi altri chirurghi e anche personaggi dello spettacolo come il cantante Toni Santagata. La serata si è tenuta allla sala da giochi Billions e a tutte le concorrenti è stato consegnato un coupon omaggio presso il Centro LaCLINIQUE, di Roma Eur. LaCLINIQUE, sponsor ufficiale dell’evento, con oltre ventimila interventi effettuati, è la prima organizzazione italiana di specialisti in chirurgia e medicina estetica.
Dell’evento ha scritto così Chiara Lalli, bioeticista, su Internazionale:
“È senza dubbio interessante che l’università Sapienza e i prestigiosi componenti della giuria abbiano promosso e partecipato a una iniziativa esteticamente imbarazzante, concettualmente molto dubbia e strategicamente fallimentare. Se l’intento era “pubblicitario”, non solo si è scelto lo strumento peggiore possibile, ma sembra pure che in pochi si siano accorti del “prestigioso evento””.
Sul blog multiautore “La 27esima ora” del Corriere della Sera, Barbara Mapelli, attivista, pedagogista e scrittrice, giudica così l’evento:
Certamente la serata e l’evento, che appare ben congegnato e quindi con alle spalle una laboriosa preparazione, ci pone inevitabilmente qualche interrogativo, di spessore variabile, dai più semplici ai più complessi. Il primo è senz’altro immediato e naturale e richiede una riflessione che desidero proporre a tutte e tutti: perché Miss Università e non, anche, Mister Università?