Approvato ieri, in tarda serata in Commissione congiunta Affari Costituzionali e Bilancio, l'emendamento ‘blocca sfratti' al Milleproroghe. Un emendamento che porta come prima firma quella di Stefano Fassina, deputato LeU in Commissione Bilancio, e poi quella di Roberta Lombardi, presidente M5S della Commissione Speciale sui Piani di Zona in Regione Lazio. I due, nonostante l'appartenenza a forze politiche completamente diverse, per anni hanno sposato questa battaglia legata al mondo degli sfratti e dei Piani di Zona, fino ad arrivare a questo risultato. "Un piccolo, grande passo avanti per i diritti delle famiglie nei Piani di Zona: nei Piani per i quali è stato avviato il procedimento di decadenza della convenzione da parte del Comune o di revoca del finanziamento da parte della Regione o vi è richiesta di rinvio a giudizio per un procedimento penale, lo sfratto può essere bloccato" scrivono in una nota congiunta. "Per migliaia di famiglie truffate da cooperative di banditi e dei loro complici nelle Amministrazioni, va garantito almeno il diritto a vivere nella casa che hanno comprato. È soltanto un piccolo, grande passo. Ora, Comuni e Regioni devono concludere al più presto i procedimenti di decadenza o revoca della convenzioni" si legge ancora nella nota.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Roberta Lombardi dopo l'approvazione di questo emendamento per porle qualche domanda.

Onorevole Lombardi quella sui Piani di Zona è stata probabilmente la sua battaglia più sentita, da quando fissò nel 2015 la sua residenza parlamentare in una palazzina a Tor Sapienza. Con questo emendamento cosa cambia?

Con questo emendamento tutte le persone che vivono nelle abitazioni che ricadono nei Piani di Zona, per i quali è partito l’iter di decadenza della convenzione ad opera del Comune, o di revoca del finanziamento ad opera delle Regione o, ancora, un procedimento penale che riguardi l’immobile di edilizia convenzionata e agevolata, non sono più individuati come ‘soggetti sotto sfratto’ perché i loro avvocati potranno chiedere all’Autorità giudiziaria di sospendere gli sfratti e quindi gli sgomberi delle case dove attualmente vivono.

Quali saranno ora i prossimi passaggi? Per quanto riguarda la revoca delle convenzioni e i procedimenti di decadenza?

I prossimi passaggi sono: continuare ad aiutare Comune e Regione a mettere in condivisione tutti i documenti relativi ai procedimenti amministrativi che hanno portato alla stipula della convenzione e all’assegnazione del finanziamento pubblico per controllarne la legittimità e, nel caso ci siano state delle illegittimità nelle procedure amministrative, andare a comminare le sanzioni previste dalla legge.

L’emergenza abitativa a Roma è una bomba ad orologeria. quali possono essere le soluzioni da mettere in campo?

Le soluzioni sono molteplici. Intanto questa ottenuta grazie all’emendamento ‘blocca-sfratti’ al Milleproroghe, in discussione in questi giorni in Commissione alla Camera, dà una boccata d’ossigeno a tutte quelle famiglie che nei Piani di Zona erano a rischio sfratto. Poi è in lavorazione un emendamento al Collegato al Bilancio, in discussione in questi giorni in Aula in Consiglio regionale del Lazio, per le case dell’edilizia sovvenzionata, le cosiddette ‘case popolari’, che siano comunali o che siano regionali, per stabilire l’avvio di un processo di regolarizzazione di tutti quegli occupanti formalmente senza titolo, anche per inefficienze delle Amministrazioni stesse, al momento a rischio sfratto, a patto che questi abbiano i requisiti per usufruire di un alloggio popolare. Inoltre, sempre nel Collegato al Bilancio, abbiamo fatto approvare come M5S Lazio, un emendamento a mia prima firma, che amplia la platea di immobili che possono essere utilizzati nei progetti di autorecupero. Precisamente funziona così: i privati possono mettere a disposizione i loro immobili per un periodo massimo di 18 anni, la Regione finanzia il progetto di riqualificazione strutturale mentre i Comuni emanano i bandi affinché cooperative di cittadini si impegnino ad affrontare le spese di ristrutturazione ordinaria e a recuperare questi immobili per l’emergenza abitativa.