La banchina affollata della metro C
in foto: La banchina affollata della metro C

"Vado al lavoro con la paura di sentirmi male". È la denuncia di una 30enne affetta da una grave forma di diabete che quotidianamente fa la spola tra Mirti e San Giovanni. La donna ha raccontato a Fanpage.it il calvario che vive ogni mattina a bordo dei vagoni della metro C, insieme a tanti altri utenti che usufruiscono della linea. "Tutte le mattine vengo messa a dura prova: salgo alla fermata Mirti e mi preparo psicologicamente per un viaggio a bordo di una vettura senza aria condizionata, stretta tra la calca di gente che si affretta a salire prima della chiusura delle porte, e spero di non svenire". Troppo breve, infatti, la fermata del treno nelle stazioni, in funzione senza conducente: "Per entrare bisogna sbrigarsi e spingere la gente, ma non sempre si riesce a salire". La linea C non è l'unica a essere affollata: anche sulle metro A e B viaggiano tantissimi lavoratori e studenti, specialmente la mattina presto e all'uscita delle scuole. "Il momento peggiore della giornata è la mattina, nelle ore di punta, in particolare, tra le 7.30 e le 8. Sulla linea C c'è un gran numero di ragazzi di istituti della Capitale, molti scendono alla fermata Teano. Ma in genere fino a San Giovanni, le banchine sono completamente piene" ciò dato anche dal fatto che per il passaggio dei convogli si attendono anche 15 minuti.

Metro C: snodo San Giovanni

Non solo vagoni affollati e senza aria: "Le persone scese dalla metropolitana, intrappolate le une tra le altre, non riescono a salire verso l'uscita e per raggiungere il tornello per il cambio con la linea A impiagano fino a 12 minuti – e continua – È assurdo pensare di potere dotare uno snodo come San Giovanni di due sole scale mobili ". Le scale mobili poi, non sono sempre entrambe funzionanti, come spiega la donna: "Spesso il personale della sicurezza ferma le persone e le fa defluire ricevendo insulti e lamentele da parte dei viaggiatori. La gente arriva stanca e distrutta al lavoro, dopo un viaggio, magari anche breve, ma fatto in condizioni non sostenibili".