Metro C, domenica all’alba il taglio del nastro

"La prima tratta della Metro C di Roma, da Pantano a Centocelle, aprirà ufficialmente questa domenica alle 5.30", a dettare l'annuncio ufficiale alle agenzie di stampa, dopo i rumors degli scorsi giorni, il sindaco Ignazio Marino, che farà il suo primo viaggio alle 10 del mattino. Il taglio del nastro doveva avvenire lo scorso 11 ottobre, ma il Ministero non aveva dato il via libera a causa di alcune "anomalie sugli impianti, prevedibili malfunzionamenti del sistema che potrebbero provocare criticità alla regolarità del servizio e alla sicurezza dell'utenza nonostante la presenza di squadre di pronto intervento". Ignazio Marino era andato su tutte le furie per la mancata inaugurazione, promettendo che entro la prima settimana di novembre sarebbe partito il primo treno. Ci sono volute diverse settimane infatti affinché tutte le procedure di sicurezza e la formazione del persona fossero ultimati, per far arrivare il via libera dalla commissione guidata dal professor Monorchio, che in questi giorni ha mantenuto un filo diretto con il Campidoglio.
Non si fermano le polemiche sulla Metro C
Nonostante la prossima inaugurazione sia ormai certa non si fermano le polemiche sulla nuova linea della metro. A poche ore dall'annuncio ufficiale infatti la stazione di Giardinetti e quella di Grotte Celoni si sono allagate ieri mattina a seguito del temporale, pozze d'acqua attorno agli accessi e ai tornelli. Non si fermano poi le polemiche sui costi e i ritardi dell'opera: dai 2,7 miliardi previsti per l'intera linea lunga 25,6 chilometri, si è già arrivati a 3,7 miliardi. Cifra raggiunta senza che sia affrontata la tratta più problematica, ovvero lo scavo sotto corso Vittorio Emanuele. Il costo totale dell'opera potrebbe così più che raddoppiare arrivando alla cifra astronomica di 6 miliardi di euro. Continuano intanto le indagini della Procura di Roma e della Corte dei Conti per accertare che non ci sia stato dolo nel lievitare dei costi.. Due i fascicoli già aperti: il promo per un supposto danno erariale per 368 milioni, che vede iscritti al registro degli indagati 9 membri del vecchio consiglio di amministrazione di Roma Metropolitane e 12 del consorzio Metro C. Il secondo riguarda lo sblocco dei fondi richiesti dai costruttori per proseguire con i lavori: l'accordo siglato tra Roma Metropolitane e il consorzio metro C, grazie ad una delibera del CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica), parlava di 230 milioni di euro, maggiorati fino alla cifra di 320 all’atto della firma.