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Messaggi pubblicitari ai clienti sul tipo di droga disponibile e nuovi prodotti da provare: 18 arresti

Blitz alla Borghesiana, schierati 100 militari e guardie cinofile con un mandato di 18 arresti nei confronti di un’organizzazione criminale di narcotrafficanti. Mandavano messaggi pubblicitari ai clienti, aggiornandoli sul tipo di droga disponibile e sulle offerte di nuovi prodotti da provare.
A cura di Alessia Rabbai
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Mandavano messaggi pubblicitari ai clienti, aggiornandoli sul tipo di droga disponibile e sulle offerte di nuovi prodotti da provare. Una vera e propria strategia di marketing grazie alla quale acquirente e venditore stabilivano di volta in volta dove incontrarsi per la compravendita illegale. Uno smercio itinerante quello scoperto dai carabinieri che dalle prime luci dell'alba di oggi, martedì 24 ottobre, sono schierati con 100 militari, unità cinofile e un elicottero dell'Arma, impegnati ad eseguire 18 arresti nei confronti di una vasta e complessa rete di un'organizzazione criminale dedita al narcotraffico, con base operativa nel quartiere Finocchio, nella periferia sud della Capitale. Le indagini sono state condotte grazie a servizi di osservazione, controllo e pedinamento e a moderni strumenti di intercettazione.

La piazza di spaccio della Borghesiana

Le indagini, condotte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Frascati, hanno documentato l’esistenza di una vera e propria piazza di spaccio alla Borghesiana, un territorio cuscinetto tra le storiche borgate di Tor Bella Monaca e Tor Vergata, autonomamente gestita da due fratelli di origine partenopea.

Come avvenivano le consegne della droga

I militari, a seguito di lunghe e intricate ricerche hanno scoperto che alla base dello spaccio c'era un'organizzazione strutturale, fortemente gerarchizzata, che prevedeva l’impiego di pusher, divisi in turni di servizio, che con telefoni appositi inviavano ai clienti messaggi firmati “gli amici di Finocchio”, aggiornandoli sulla disponibilità di cocaina, o su offerte per nuovi prodotti. Le consegne non avvenivano sempre nello stesso punto, secondo il sistema consolidato della classica piazza di spaccio strutturata su pusher e vedette, ma di volta in volta, lo spacciatore di turno concordava con l’acquirente le modalità e la località dello scambio, in alcuni casi ricorrendo anche alla consegna a domicilio.

Pusher aggrediti

Il ricavato dell’attività di spaccio veniva poi consegnato quotidianamente ai due promotori che, in caso di mancanza di denaro, aggredivano violentemente i pusher, come esempio per gli altri colleghi. Un giovane, nel corso di un controllo, aveva il volto tumefatto per i copi ricevuti.

Assistenza legale in caso di arresto

L’organizzazione prevedeva anche l’assistenza legale dei propri uomini in caso di arresto durante l’attività di spaccio e consentiva ai vari membri guadagni consistenti, direttamente proporzionali al ruolo rivestito all’interno dell'organizzazione.

Gli arresti

Nel corso delle indagini sono già state arrestate 12 persone con l'accusa di spaccio in flagranza di reato e sono state sequestrate 1000 dosi di cocaina. Durante le perquisizioni è stata trovata anche una pistola rivoltella cal.38, perfettamente funzionante e con munizioni, che secondo quanto affermano i carabinieri è stata rubata in un'abitazione di Roma nel 2014.

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