Otto anni di carcere per il sessantanovenne di Latina che ha ucciso prendendolo a bastonate il cane Lucky. Un'accusa che si unisce a quella di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e atti osceni. È la sentenza dal giudice Giuseppe Cario al processo con rito abbreviato che si è tenuto oggi, lunedì 13 maggio. Il pubblico ministero Valentina Giammaria aveva chiesto per il pensionato una pena di cinque anni e quattro mesi di reclusione mentre il legale difensore del imputato, Giovanni Codastefano, ha cercato di dimostrare l'incapacità d'intendere e di volere del suo assistito, tesi smentita dalla perizia psichiatrica ma è comunque deciso a presentare un ricorso in appello. La morte violenta del piccolo Lucky, dolcissimo cagnolino color marrone, ha conquistato il cuore di tantissime persone che si sono battute manifestando per chiedere che venisse fatta giustizia. Un fatto quello della scomparsa di Lucky che ha permesso agli investigatori di portare alla luce un quadro di responsabilità molto più complesso nei confronti del suo assassino: dalle indagini sono emerse violenze, stupri e maltrattamenti nei confronti dei familiari dell'uomo, che abitavano tra le quattro mura, in particolare, della moglie, dei figli e dei nipoti.

Massacrò e gettò nell'immondizia il cane Lucky

Il corpicino del piccolo cane Lucky è stato trovato il 21 giugno scorso abbandonato senza vita in un cassonetto dell'immondizia nel quartiere Q4 a Latina. Ad indagare sull'accaduto sono stati i carabinieri forestali, che hanno scoperto come l'uomo fosse responsabile, oltre del del massacro dell'animale, di violenze familiari e abusi. L'uomo è finito in manette e arrestato. Costituitasi parte civile nel processo, l’associazione Amici del Cane che ha chiesto un risarcimento di 50mila euro. Intorno alla vicenda si sono strette tantissime persone.