La mamma di Marco Vannini
in foto: La mamma di Marco Vannini

La mamma e il papà di Marco Vannini, ospiti nel corso della trasmissione di Rai Tre ‘Chi l'ha visto?', hanno risposto alle parole degli avvocati della famiglia Ciontoli, che ieri hanno convocato una conferenza stampa per spiegare le motivazioni della sentenza d'appello. Tre sono i punti più controversi della relazione dei legali Andrea Miroli e Pietro Messina secondo i genitori del 23enne ucciso da un colpo di pistola sparato da Antonio Ciontoli, il padre dell'allora fidanzatina Martina: in primo luogo Ciontoli era un esperto di armi, capacità negata invece dai suoi avvocati. In secondo luogo, per i legali Ciontoli non avrebbe litigato con Vannini e infine le intercettazioni che riguardano Martina, la figlia di Antonio: secondo Miroli e Messina la ragazza non ha assistito al momento dello sparo, ma dalle registrazioni delle telecamere di sicurezza della caserma dei carabinieri dov'è stata interrogata, sembra il contrario. "Ieri ci hanno voluto prendere in giro, ma io non mi faccio prendere in giro", ha detto mamma Marina nel corso della trasmissione.

Antonio Ciontoli esperto d'armi

"Certamente Ciontoli non era una persona esperta di armi, quello che può aver fatto in una frazione di attimi non è certamente una cosa che poteva controllare, non è stato capace di controllarlo", le parole ieri degli avvocati. "Se una persona non è esperta di armi, perché tiene due pistole in casa, le tira fuori dal borsello e le punta per scherzo a Marco?", si chiede Federica Sciarelli. La conduttrice mostra poi un encomio solenne che nel 2010 la Marina Militare ha conferito ad Antonio Ciontoli, definito "sottoufficiale di rara esperienza e capacità dotato di una preparazione culturale e tecnico professionale di pregevole e comprovato profilo".

Martina Ciontoli delirava

Per gli avvocati Miroli e Messina le note intercettazioni ambientali in cui Martina, la figlia di Antonio Ciontoli, spiega quanto è successo in bagno e sostiene di essere stata presente al momento dello sparo, non provano nulla. Per i difensori dei Ciontoli la ragazza quasi ‘delirava' e avrebbe ricostruito una scena che il padre gli avrebbe solo raccontato, ma alla quale non avrebbe assistito. Per i due legali, "è come un rivivere una scena che gli era stata raccontata dal padre". Quelle intercettazioni risalgono alla sera stessa del fatto. Secondo Federica Sciarelli, "la ragazza piange, ma non delira, non sembra che sta delirando, sembra che stia raccontando quello che ha visto". Martina ha raccontato di aver appreso la dinamica dal padre nei giorni successivi, ma in realtà quelle dichiarazioni in cui spiega la scena dello sparo avvengono la notte stessa del fatto. E nella sentenza, hanno fatto notare i giornalisti presenti alla conferenza stampa di Miroli e Messina, i giudici parlano di intercettazioni registrate tre giorni dopo la tragedia.