Marco Vannini e Martina Ciontoli
in foto: Marco Vannini e Martina Ciontoli

C'è un passaggio nelle intercettazioni ambientali registrate nella caserma dei carabinieri di Ladispoli che sembra inchiodare Martina Ciontoli. L'allora fidanzata di Marco Vannini forse era presente nel momento in cui il padre, Antonio Ciontoli, sparava un colpo di pistola al ragazzo nel bagno della loro abitazione. "Io ho visto quando papà gli ha puntato la pistola", dice a un certo punto Martina. "Qua sotto aveva il proiettile", spiega la ragazza al fratello Federico. "Era diventato pallido. Era destino che doveva morire", dice ancora. Per gli avvocati della famiglia Ciontoli, che oggi hanno convocato una conferenza stampa per spiegare le motivazioni della sentenza d'appello, Martina non era presente al momento dello sparo. "L’intercettazione ambientale presa a brani può dare adito alle più svariate considerazioni: si può pensare a persone fredde, si stanno mettendo d’accordo. Ma vedendo le intercettazioni ambientali per intero, 4 ore,  si può apprezzare la loro spontaneità e vedere quanto questa tragedia incida sulle persone che la stanno vivendo", spiegano i difensori dei Ciontoli. Secondo i legali Andrea Miroli e Pietro Messina, Martina a un certo punto è crollata dal punto di vista psicologico, "piangeva e delirava per alcuni aspetti. Nel famoso passaggio che dovrebbe far capire che era presente nel bagno al momento dello sparo, poco prima mattina dice: "Non ci posso credere che non lo vedo più, facevo ogni cosa con lui". Se noi guardiamo le intercettazioni e come vengono dette queste frasi, esse potrebbero essere come un rivivere un qualche cosa che gli era stata raccontata dal padre". Un altro punto controverso è il fatto che Martina, sempre nelle intercettazioni ambientali, avrebbe mostrato al fratello il punto esatto dove Marco aveva il proiettile. La ragazza ha riferito di averlo appreso dal comandante dei Carabinieri di Ladispoli, Roberto Izzo, che invece ha smentito. La versione di Izzo, hanno riferito gli avvocati dei Ciontoli, sono state ritenute non attendibili dai giudici.

La versione di Martina Ciontoli

Queste le dichiarazioni rese in tribunale da Martina Ciontoli: "Quando sono entrata in bagno scherzavano fra loro, papà non gli ha dato la pistola, ma gli ha fatto vedere lui il funzionamento. Ho sentito un rumore, mai sentito uno sparo. Come qualcosa di pesante che cade per terra. Entrata nel bagno ho chiesto a papà cosa fosse successo. Non avevo motivo di non credere a mio padre, quando ha detto che era un colpo d’aria e che Marco si sarebbe ripreso".