"Le motivazioni della sentenza uccidono Marco Vannini una seconda volta". A parlare il sindaco di Cerveteri Alessio Pascucci, che ha definito "incomprensibili" le motivazioni depositate dai giudici della Corte d'Assise d'appello in merito alla sentenza sulla morte del 20enne, che ha stabilito la condanna a cinque anni di carcere nei confronti di Antonio Ciontoli e a 3 per gli altri componenti della famiglia, Maria, Federico e la ragazza di Marco, Martina. Nelle motivazioni, facendo riferimento al capofamiglia, i giudici hanno scritto: "Antonio Ciontoli esplose colposamente un colpo di pistola che attinse Marco Vannini". I magistrati ammettono però che "Ciontoli ha consapevolmente e reiteratamente evitato l'attivazione di immediati soccorsi" per Marco al fine di "evitare conseguenze dannose in ambito lavorativo". Questo però non cambierebbe la natura dell'omicidio, che secondo la corte rimane colposo.

"Una sentenza che attraverso un sillogismo tutt'altro che chiaro arriva a giustificare il Ciontoli per aver ritardato i soccorsi al povero Marco che, come dicono tutti i referti, si sarebbe salvato se soltanto qualcuno di quella scellerata famiglia si fosse degnata di chiamare l'ambulanza in tempo – ha commentato il sindaco di Cerveteri – Invece il tentennamento di Ciontoli è proprio ciò che, stando a quanto affermano i giudici, conferma la non volontarietà del suo folle gesto", ha aggiunto Pascucci. E ha annunciato: "In segno di lutto per l'ennesima giornata indecorosa della giustizia italiana che lascia impunito un uomo che fra l'altro è un militare servitore dello Stato, domani metteremo nuovamente le bandiere cittadine a lutto, rinnovando la solidarietà e la vicinanza di questa amministrazione e di tutta la comunità cervetrana alla famiglia Vannini".