Marcello De Vito in aula
in foto: Marcello De Vito in aula

Marcello De Vito non ha mai rassegnato le dimissioni da presidente del Consiglio comunale di Roma dopo l'arresto per corruzione in relazione all'inchiesta sullo stadio della Roma e oggi, dopo il suo ritorno in libertà, è tornato a presiedere l'Assemblea Capitolina. Accolto da un lungo applauso, ha cominciato la seduta con una frase in latino "heri dicebamus", ovvero "dove eravamo". Sospeso dal suo ruolo in seguito all'arresto legato a un filone dell'inchiesta sullo stadio della Roma e in virtù della legge Severino, De Vito formalmente è tornato ad esercitare il suo ruolo, nonostante l'espulsione dal Movimento 5 Stelle. Per fare questo i consiglieri dovranno votare una revoca della surroga temporanea per formalizzare il reintegro nel ruolo di De Vito. "Ai sensi della legge Severino, a seguito dell'ordinanza di revoca degli arresti domiciliari per Marcello De Vito, decade la sospensione dalla carica di consigliere e presidente dell'Assemblea capitolina e vengono meno le condizioni per la supplenza", ha annunciato in apertura del consiglio la vicepresidente vicaria Sara Seccia.

Le dimissioni chiedono un passo indietro a Marcello De Vito

Dalle opposizioni intanto arriva la richiesta a Marcello De Vito di dimettersi dal suo incarico tornando ad occupare il suo posto da semplice consigliere per ragioni di opportunità politica. Il capogruppo del Pd Giulio Pelonzi e quello di Fratelli d'Italia Andrea De Priamo, sono intervenuti in questo senso chiedendo un passo indietro a De Vitero. De Priamo ha invitato De Vito a riflettere sulla "opportunità politica della sua permanenza come presidente", e Pelonzi ha spiegato sottolineato come "anche alla luce dell'imminente dibattito sui poteri di Roma Capitale" l'inopportunità che ricopra "il suo ruolo di presidente". Per protesta la  consigliera Cristina Grancio del Gruppo Misto, ed ex Movimento 5 stelle, ha abbandonato invece l'aula e ritirato gli ordini del giorno di sua competenza.

Movimento 5 stelle spaccato. Montella: "Ipocrisia mi fa schifo"

Diverse le posizioni all'interno della maggioranza. Enrico Stefàno si è rivolto così a Marcello De Vito:  "Non ho nulla di personale nei suoi confronti dal punto di vista umano, sono felice di vederla qui, però richiamando l'articolo 16 del Regolamento non posso che unirmi ai richiami che sono stati fatti in precedenza. Il suo è un ruolo molto delicato di rappresentanza non solo dell'Aula ma, attraverso l'Aula, di tutta Roma, è inevitabile una sua riflessione da questo punto di vista". Stefàno ha poi aggiunto: "Ci tenevo a dirlo, purtroppo è un mio difetto dire quello che penso, andare controcorrente, e fino ad oggi non mi ha portato fortuna, ma mi sentivo in dovere di farlo perché noi tutti rappresentiamo i cittadini". Durissima la replica di Monica Montella, anche lei del M5s: "Se stiamo facendo un ragionamento di legalità, lo facciamo per tutti. Bordoni, segretario d'Aula è stato indagato e non ha detto niente nessuno, adesso tutti ci meravigliamo per questa situazione. Questa ipocrisia mi fa schifo".

La replica: "Non mi dimetto, richiesta revoca servono 24 firme"

"Ringrazio per il richiamo al rispetto dei miei doveri. Ho verificato il testo, non vedo elementi ostativi alla funzione che ricopro e alla prosecuzione della seduta odierna. Non trovo accoglibile il richiamo al regolamento e ribadisco che se verrà presentata una richiesta di revoca con 24 firme verrà messa in calendario", così ha replicato Marcello De Vito ai consiglieri che gli hanno chiesto di dimettersi.

Il vicesindaco Bergamo: "Non siamo in imbarazzo"

"Non sono né felice né dispiaciuto. Non ho mai gioito per l'arresto di qualcuno. Mi sembra che emergano tutti elementi verso il riconoscimento della non colpevolezza e dell'estraneità dei fatti di Marcello rispetto a quanto gli viene imputato. Se questo emergerà dal processo, come spero vivamente, che lui torni a svolgere funzione per cui è stato eletto mi sembra sacrosanto. Io non ho imbarazzo, non so se altri lo hanno", ha commentato il vicesindaco di Roma, Luca Bergamo.

Il 4 dicembre comincia il processo a Marcello De Vito

Lunedì il Tribunale di Roma ha disposto il ritorno in libertà del presidente dopo un periodo passato in carcere e un altro trascorso ai domiciliari. Il processo nei suoi confronti e nei confronti dell'avvocato Camillo Mezzacapo, ritenuto dai pm suo braccio destro, comincerà il prossimo 4 dicembre. "Affronto il processo con la serenità e la consapevolezza della liceità delle mie condotte e con piena fiducia nella magistratura. Finalmente il mio corpo può ricongiungersi con il mio spirito che è sempre rimasto libero nonostante la mia condizione", le prime parole di De Vito.